Referendum Grecia, sì da Parlamento. Tsipras: “Votate no”. Ue: “Ora default”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2015 11:22 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2015 14:48
Grecia verso referendum, Tsipras: "Votate no". Ue: "Ora default controllato"

Grecia verso referendum, Tsipras: “Votate no”. Ue: “Ora default controllato” (Foto LaPresse)

ATENE – Il Parlamento di Atene ha approvato il referendum: il prossimo 5 luglio i cittadini greci saranno chiamati alle urne per decidere se accettare o meno la proposta dei creditori dell’Eurogruppo. Il premier Alexis Tsipras ha invitato la Grecia a votare no: “Certe condizioni insultano il nostro paese”, ha detto.

Frasi che all’Eurogruppo non sono piaciute, tanto che l’Ue ha gelato il premier greco ponendo fine alle trattative e annunciando: “Non avrete proroghe oltre il 30 giugno, poi sarà default controllato”. E nonostante l’appello di Tsiprasi, il 57% dei greci sembra essere a favore dell’accordo con i creditori.

Federico Fubini sul Corriere della Sera scrive che il default della Grecia potrebbe iniziare allo scadere delle 48 ore di proroga rimaste, soprattutto ora che il Parlamento greco ha approvato la richiesta di referendum avanzata dal premier greco:

“Tsipras aveva chiuso il dibattito davanti all’assemblea chiedendo ai suoi connazionali di votare «no» al referendum di domenica per respingere quello che ha definito «l’insulto» ricevuto dai creditori. «Il momento della verità per loro è venuto, il momento di quando vedranno che la Grecia non si arrenderà, che la Grecia non è un gioco cui si può mettere fine. Sono certo che il popolo greco sarà all’altezza delle storiche circostanze ed emetterà un forte no all’ultimatum».

«Non abbiamo voluto accettare la morte lenta dell’economia greca – aveva detto il capo del governo di Atene nel suo intervento -. In ogni caso la nostra volontà per individuare una soluzione percorribile sarà sempre sul tavolo. La Grecia non è semplicemente un turista nella Ue, è un membro con la stessa dignità e gli stessi diritti degli altri»”.

Ma il popolo di Atene non sembra essere con lui in questa lotta. Secondo un primo sondaggio, scrive Fubini, il 57% dei greci è favorevole al nuovo piano di restrizioni proposto dai creditori dell’Eurogruppo alla Grecia:

“I sì sono accreditati del 57% dei consensi, contro il 29% di no, mentre il resto è di indecisi. Una tendenza in qualche modo confermata anche da una seconda rilevazione degli umori dei cittadini, effettuata dalla K-Research e pubblicata dal quotidiano To Vima, effettuata però prima che fosse ufficializzato il via libera alle urne: in questo caso i sì si attestano sul 47% contro il 33% di no e il resto di schede bianche o senza un’opinione precisa.

Con i deputati della sinistra radicale di Syriza hanno votato a favore del referendum quelli di estrema destra della formazione filo-nazista Alba Dorata. Contro la consultazioni i filo-europei di centro-destra di Nea Dimokratia, i socialisti del Pasok, i centristi di To Potami e i comunisti del KKE”.