Regionali in Francia: sconfitta di Sarkozy, la sinistra raddoppia lo share

Pubblicato il 14 Marzo 2010 22:09 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2010 9:59

Il presidente francese Nicolas Sarkozy

I risultati delle elezioni regionali francesi, il cui primo turno si è svolto domenica 14 marzo, appaiono ormai chiari e suonano a monito per l’Italia: secondo le prime proiezioni, su un corpo elettorale che ha ampiamente disertato le urne, dove si sono recati meno della metà dei francesi che ne avevano diritto, il Partito socialista, secondo gli ultimi dati del sito di Le Monde ha superato con il 29,1% dei voti la destra di governo dell’Ump, che ha conseguito il 27,3%. Importanti risultati sono anche il 11,5%  ottenuto, in calo sul 2004, ma meno peggio del previsto, da Europe ecologie, gli ambientalisti di Daniel Cohn-Bendit, mito sessantottino e dal Fronte nazionale di Jean Marie Le Pen, cioè l’estrema estrema destra, con l’11%.

I problemi della Francia sono sempre gli stessi e i francesi non sono evidentemente soddisfatti di come il governo di Sarkozy li ha affrontati. A poco sono serviti i giochi di immagine, la bella Cara Bruni, le parole da duro, gli exploit internazionali.

Il risultato francese ha un suono letteralmente sinistro per il premier italiano Silvio Berlusconi e c’è da dubitare che questa volta funzionino gli appelli al pericolo comunista. Dopo di vent’anni di promesse non mantenute, aggravate  da una crisi contro la quale c’era obiettivamente poco da fare, non basta parlare a vuoto di governo del fare e delle emergenze, anche perché lo scandalo della Protezione civile ha fatto vedere un po’ a tutti a cosa servano le emergenze.

Fortuna e debolezza di Berlusconi si chiamano Lega, che finirà da un lato per svolgere in Italia lo stesso ruolo coperto in Francia dall’estrema destra del Fronte Nazionale di Le Pen nelle regioni dove più forte è l’impatto dell’immigrazione, dall’altro lato però terrà in piedi con il suo prevedibile successo elettorale la coalizione di governo, naturalmente aumentando peso e pretese.

In Francia, la sconfitta del partito del presidente Nicolas Sarkozy appare netta. L’Ump arretra in quasi tutte le regioni e nonostante negli ultimi giorni Sarkozy abbia smorzato i toni del valore “nazionale” del voto i, lo scarto con i socialisti – che quasi raddoppiano rispetto al 16% delle europee dell’anno scorso – è tale da costituire una vittoria per la gauche dopo anni di sconfitte brucianti. Il secondo turno, domenica prossima, dovrà decidere quali coalizioni guideranno le 26 regioni di Francia, 24 delle quali già appartenevano alla sinistra.

L’astensione, record per un’elezione regionale, è venuta soprattutto – stando alle prime analisi – dagli elettori del partito di governo Ump, le cui motivazioni sono apparse piuttosto in ribasso negli ultimi tempi. Nel 2004, al primo turno, l’astensionismo era stato del 39,16 pc, oltre 10 punti meno di quello di domenica 14.

Importante è stato il risultato per il Fronte Nazionale di estrema destra. Secondo le prime proiezioni, il partito di Jean Marie Le Pen ha ottenuto l’11% dei suffragi a livello nazionale, con punte del 14 in alcune regioni. Parlando alla tv TF1 poco dopo la diffusione dei primi risultati, Le Pen ha mostrato in diretta un cartello con la scritta ‘No all’islamismo. Per il sito internet del quotidiano Le Figaro, il Fronte Nazionale si impone come il vero “guasta feste” di questo scrutinio.

Sul lato opposto, il leader di Europe Ecologie, Daniel Cohn-Bendit, ha dichiarato  che “la gauche può vincere in tutte le regioni”. Parlando negli studi di Tf1, Cohn-Bendit – il cui partito è dato all’11,5% – ha rivendicato che Europe Ecologie “é la terza forza politica del paese”. Il risultato, pur di tre punti inferiore all’exploit delle europee dell’anno scorso, quando il nuovo partito ecologista superò il 16% e appaiò i socialisti, è giudicato soddisfacente dal partito, che alcuni sondaggi davano in più forte calo.

Il clima ai piani alti non è buono. Il presidente Sarkozy, ha riunito in serata all’Eliseo, subito dopo la diffusione dei risultati, i principali rappresentanti della maggioranza. I primi a raggiungere il presidente sono stati il premier, Francois Fillon, il segretario generale dell’Eliseo, Claude Gueant, e il ministro degli Interni, Brice Hortefeux. Successivamente si sono uniti altri ministri, fra i quali Michele Alliot-Marie (Giustizia) e Luc Chatel (Educazione).

Subito dopo essere uscito dall’Eliseo, il primo ministro francese, Francois Fillon ha lanciato un appello ai sostenitori dell’Ump. Commentando i risultati decisamente negativi per la maggioranza di governo, Fillon ha affermato che “nulla è deciso per il secondo turno” ed ha lanciato un appello “alla mobilitazione degli elettori della maggioranza presidenziale”.

“Contrariamente a tutte le previsioni – ha proseguito Fillon – nulla è dunque deciso per il secondo turno in numerose regioni. Tutto resta aperto, perché gli elettori non sono proprietà di alcun partito”. “Chiedo – ha poi detto Fillon – a tutti gli elettori della maggioranza presidenziale di mobilitarsi per il secondo turno. Al di là delle etichette di parte, mi rivolgo a tutti i francesi che sanno che la modernizzazione della Francia passa attraverso regioni dinamiche, forti, sicure di loro e soprattutto regioni che sono al servizio della repubblica”. “Più che mai – ha concluso il primo ministro – la riforma e la semplificazione dell’organizzazione territoriale che vogliamo con il presidente della Repubblica è più che necessaria. Dobbiamo combattere insieme tutte le forme di delinquenza che indeboliscono il nostro patto repubblicano”. E, ha aggiunto, “dobbiamo respingere coloro che chiedono di fare delle regioni dei contropoteri”.

“Gli elettori hanno espresso oggi il loro rifiuto di una Francia divisa e indebolita, hanno detto di volere una Francia più giusta e più forte”: lo ha detto il primo segretario socialista, Martine Aubry, in una dichiarazione subito dopo la diffusione dei risultati del primo turno delle regionali che fanno del Ps il primo partito di Francia. “I francesi – ha continuato – hanno posto il Partito socialista largamente in testa, siamo di fronte a un risultato storico, e dico grazie ai milioni di elettrici ed elettori che ci hanno dato”.

“Il voto di oggi – ha proseguito la Aubry – rappresenta l’adesione ad un progetto, che è quello di proteggere i francesi e preparare il loro futuro. E’ un incoraggiamento per noi, e la dimostrazione che quando il Partito socialista è unito e rivolto ai francesi, ritrova la loro fiducia”. “Per noi – ha continuato – si tratta soprattutto del segnale di un dovere da rispettare, quello di unire la sinistra. Siamo il primo partito, dobbiamo radunare i nostri alleati, nella chiarezza degli impegni e nel rispetto di ognuno”. “Il voto di oggi – ha detto Martine Aubry – ci impone però soprattutto di continuare a batterci con tutta la nostra energia per l’economia, per mantenere i posti di lavoro che ci sono e preparare quelli di domani, aiutare i giovani e gli anziani che soffrono, lottare per gli alloggi, i trasporti, le pensioni, l’ambiente da proteggere, tutti settori nei quali lo stato è sempre più assente”.

successo della socialista Segolene Royal nel primo turno delle elezioni regionali tenute oggi in Francia. L’ex candidata del Partito socialista alle presidenziali del 2007 ha ottenuto il 40% delle preferenze nella corsa alla presidenza della regione Poitou-Charentes, contro il circa 30% ottenuto da Dominique Bussereau, capolista dell’Ump nonché attuale ministro dei Trasporti del presidente Nicolas Sarkozy.

E’ “una brutta giornata”, ammette Francois Bayrou, il leader dei centristi del MoDem che esce fortemente ridimensionato dal primo turno delle elezioni regionali francesi, totalizzando meno del 5% dei voti. “Lo stato del paese ha superato la soglia di allerta”, ha dichiarato un deluso Bayrou, rifiutando di dare consegne di voto per il secondo turno. Il MoDem finisce lontanissimo dalla posizione di “terza forza” che è l’ambizione dichiarata del suo leader. Rispetto alle regionali del 2004 dell’antenato del partito, l’Udf (11,95%), i voti sono diventati quasi un terzo. Già nelle europee dell’anno scorso, il MoDem era precipitato all’8,4% dopo l’exploit di Bayrou alle presidenziali del 2007 (18,57%).