Romania: riesumati i corpi di Ceausescu e di sua moglie

Pubblicato il 21 luglio 2010 9:14 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 11:54

La tomba di Nicolae Ceausescu

Sono stati riesumati a Bucarest in Romania i corpi di Nicolae Ceausescu e di sua moglie Elena, per accertare tramite l’esame del dna se le salme sono effettivamente quelle del dittatore comunista e della consorte. Lo ha reso noto un dipendente del cimitero della capitale.

Il genero dei Ceausescu, Mircea Opran, vedovo della defunta figlia Zoe, aveva spiegato in tv in precedenza che “ci saranno delle esumazioni, poi resti verranno prelevati per essere sottoposti ad analisi. Dobbiamo stabilire se sono davvero loro”. Serviranno diverse settimane per conoscere i risultati degli esami.

Dopo i prelievi, i corpi verranno nuovamente inumati. Nicolae Ceauscescu governò la Romania dal 1965 al 1989. Cacciato dal potere nel dicembre 1989 dalle manifestazioni di piazza seguite al crollo del Muro di berlino, cercò di fuggire, ma fu arrestato, processato e giustiziato insieme alla moglie il giorno di Natale dello stesso anno. Secondo le autorità i due coniugi sono sepolti nel cimitero di Ghencea a Bucarest.

L’ex amministratore del cimitero militare Ghencea di Bucarest, Virginia Cismarescu, che lo gestiva nel dicembre 1989, ha dichiarato oggi alla tv Realitatea che la coppia Nicolae ed Elena Ceausescu fu sepolta con nomi falsi. A lei fu attribuito come nome e cognome Anca Enescu Vasile e a lui Dan Popa, sostiene l’ex amministratore.

Il genero dell’ex dittatore romeno, Mircea Oprean, ha da parte sua dichiarato che quando la loro identita’ sara’ sicura, la coppia sarà sepolta insieme e riceverà una messa funebre cristiana. I due, che in vita erano fissati con la demolizione delle chiese, erano stati sepolti in luoghi separati.

”Saranno messi insieme sempre al Cimitero Ghencea”, ha precisato Oprean dopo l’esumazione dei cadaveri. ”Esaudisco l’ultimo desiderio di mia moglie”, ha aggiunto. ”Quando porti un fiore al cimitero devi sapere che lo porti a loro e non ad altre persone”, ha detto ancora Oprean. L’unica figlia di Ceausescu, Zoe, che aveva avviato le pratiche per l’esumazione, è morta per un tumore nel 2006.

Ecco i passaggi salienti della fine del sanguinario regime del dittatore romeno:

9/11/1989: a Berlino cade il muro, simbolo della guerra fredda.

16/12/1989: ha luogo a Timişoara una manifestazione di protesta contro il tentativo del governo romeno di espellere un dissidente ungherese, il pastore riformato László Tőkés. La manifestazione assume presto i connotati di protesta contro il regime comunista. Primi scontri con le forze dell’esercito, della polizia (Miliţia) e i servizi segreti (Securitate) chiamati a bloccare la manifestazione.

18/12/1989: un gruppo di circa trenta giovani, sfidando i divieti, marcia verso la Cattedrale ortodossa di Timişoara cantando “Deşteaptă-te, Române!” (l’attuale inno nazionale romeno), all’epoca proibita. I giovani vengono presi di mira da raffiche di mitra sparati dai militari: alcuni rimangono uccisi, altri gravemente feriti.

19-20/12/1989: massicce colonne di lavoratori entrano a Timişoara. Oltre centomila manifestanti occupano la Piazza dell’Opera (Piaţă Operei) e gridano slogan anti-regime.

21/12/1989: alle 11 e 55 Ceausescu si affaccia al Palazzo presidenziale di Bucarest, davanti a 100 mila persone per condannare la rivolta di Timişoara. La piazza contesta apertamente il dittatore, la rivolta si propaga nelle strade. La Securitate spara sui manifestanti; barricate vengono innalzate in tutta la città.

22/12/1989: già nella mattinata migliaia di persone scendono in piazza nel centro di Bucarest. Ceauşescu prova a rivolgersi alla folla dal balcone del Comitato Centrale, ma viene accolto da bordate di fischi. Intanto muore in circostanze misteriose il ministro della Difesa, Vasile Milea, accusato da Ceauşescu di tradimento. Il nuovo ministro, Victor Stanculescu, appena nominato, convince Ceauşescu a fuggire da Bucarest. Alle 12 e 08 Ceaucescu e la moglie prendono un elicottero per mettersi in salvo. Il potere viene preso dal neo-formato “Fronte di Salvezza Nazionale” (Frontul Salvării Naţionale), guidato da Ion Iliescu (ex membro del Comitato centrale, poi marginalizzato da Ceauşescu nel 1971) e da altre “seconde file” del partito comunista. In centro, intanto, misteriosi “terroristi” (mai identificati) sparano sulla folla, provocando numerose vittime.

25/12/1989: I coniugi Ceausescu, catturati subito vengono portati a Targoviste. Alle 14 e 50 del giorno di Natale vengono giustiziati. Il bilancio finale delle violenze sarà di 1104 vittime, la maggior parte delle quali uccise negli scontri seguiti alla deposizione di Ceauşescu.