Roma, Ignazio Marino perde pezzi. Assessore Improta si dimette

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2015 13:56 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2015 13:56
Roma, Ignazio Marino perde pezzi. Assessore Improta si dimette

Ignazio Marino

ROMA – Dopo l’inchiesta su “Mafia capitale” a piovere sulla testa del sindaco di Roma Ignazio Marino è il buco di bilancio da 350 milioni sui salari accessori dei dipendenti comunali. Guido Improta, assessore alla mobilità e uomo vicino al presidente del Consiglio, ha dato le proprie “dimissioni irrevocabili”.

Scrivono Simone Canettieri e Fabio Rossi sul Messaggero:

“La temperatura con il ministero dell’Economia e i sindacati si raffredda, sul tema del salario accessorio dei dipendenti comunali. Ma nel ginepraio capitolino Ignazio Marino ha adesso un nuovo problema, politicamente molto ingombrante da risolvere: Guido Improta, assessore alla mobilità, lascerà la giunta a fine mese, annunciando «dimissioni irrevocabili» per la «fine di un tagliando» durato due anni. E non si tratta di una pedina come le altre: Improta, già sottosegretario nel Governo di Mario Monti, è uomo vicino al premier Matteo Renzi. E per lungo tempo ha rappresentato l’architrave dell’amministrazione Marino, gestendo i rapporti con la maggioranza e firmando, tra l’altro, l’ambizioso piano generale del traffico urbano.

Fin dal primo giorno a Palazzo Senatorio Improta ha ripetuto: «Non rimarrò cinque anni in Comune». Ma la sua decisione in queste ore ha avuto una forte e brusca accelerazione. Soprattutto dopo che giovedì il quasi ex assessore ha detto «no» alla richiesta di Marino di sforare il patto di stabilità per continuare il braccio di ferro con il Governo. «E allora le nostre strade si dividono», è stata la risposta, gelida, del sindaco. La decisione di Improta fa il paio con gli attacchi arrivati da più fronti a Silvia Scozzese, pronta anche lei a lasciare. La responsabile del bilancio, tecnico gradito a Palazzo Chigi e ufficiale di collegamento, tra Campidoglio e Governo, è finita sotto il fuoco incrociato dei suoi colleghi di giunta, soprattutto dopo le difficoltà e i continui rinvii nell’erogazione dei fondi, da parte dello Stato, per il Giubileo straordinario che inizierà l’8 dicembre. C’è chi dà lo strappo per imminente”.