Romania elezioni, Klaus Iohannis verso un secondo mandato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2019 20:53 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2019 20:54
Romania elezioni, Klaus Iohannis verso un secondo mandato

Klaus Iohannis (fonte ANSA)

BUCAREST – In Romania il presidente uscente, il conservatore europeista Klaus Iohannis, si avvia a vincere agevolmente il ballottaggio delle presidenziali – i primi exit pool parlano di un 65% nelle preferenze -, ottenendo un secondo mandato quinquennale consecutivo dopo la vittoria del 2014.

Stando infatti a tutti i sondaggi, difficilmente la sfidante, la ex premier socialdemocratica Viorica Dancila, riuscirà a colmare il divario di preferenze emerso nel primo turno di due settimane fa, che aveva visto Iohannis affermarsi con il 37,82% rispetto al 22,26% di Dancila. Anche perché, se Iohannis ha potuto contare sul sostegno delle altre forze di centrodestra, Dancila è in pratica rimasta a gareggiare da sola, dopo che anche i suoi alleati di centrosinistra l’hanno abbandonata, provocando la caduta del suo governo, sfiduciato il mese scorso in parlamento.

Uomo di poche parole, nato a Sibiu 60 anni fa, di origini sassoni e appartenente alla minoranza tedesca della Romania, uomo di poche parole, Iohannis ha dato l’idea di aver fatto il minimo indispensabile per vincere la campagna per un secondo mandato, che gli dà l’opportunità di continuare la sua politica fortemente europeista e la battaglia contro la corruzione, che dilaga anche nelle alte sfere politiche e amministrative. Una battaglia che, unitamente ai ripetuti appelli a recarsi alle urne, è stato il suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale.

“Ho votato per una Romania moderna, europea, normale. Votiamo tutti per il futuro della Romania”, ha detto il presidente uscente al seggio di Bucarest dove ha votato stamane. All’ex premier Viorica Dancila invece probabilmente non basterà l’essersi appellata ai valori nazionali per recuperare il consistente gap di voti accumulato nel primo turno delle elezioni.

Se i pronostici saranno saranno conferma dai risultati, si tratterà in poco più di due mesi della seconda, pesante sconfitta per la Dancila, delfina di Liviu Dragnea, il deus ex machina del partito socialdemocratico (Psd) che sta scontando una pena di tre anni e mezzo per corruzione. A metà ottobre, infatti, il governo Dancila è stato sfiduciato dal Parlamento dopo aver perso l’appoggio di Alde (alleato nei tre anni di governo) e dell’altro partito di centrosinistra, Pro Romania, dell’ex premier Victor Ponta.

Per il Psd, erede del vecchio partito comunista, si prospetta dunque la necessità di una profonda ristrutturazione in vista delle prossime elezioni parlamentari che si terranno nell’autunno del 2020. A traghettare il Paese fino a quella data, e a meno di altre crisi o di elezioni anticipate, sarà il nuovo governo guidato da Ludovic Orban, del partito liberale di Iohannis, che è subentrato alla Dancila.

E dopo anni di scomoda “coabitazione”, presidenza e governo avranno con ogni probabilità lo stesso colore politico, evento piuttosto raro nella Romania del dopo Ceausescu. L’obiettivo principale per Iohannis e il centrodestra sarà verosimilmente il rafforzamento da una parte dei rapporti con Bruxelles e dall’altra del peso del Paese balcanico all’interno dell’Unione Europea, proseguendo nella lotta senza quartiere alla corruzione, fenomeno per il quale la Romania resta osservato speciale della Ue. 

Fonte: ANSA.