Salvini vs Macron, in Europa vedono così il match, elezioni europee 2019

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 novembre 2018 6:06 | Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2018 19:11
Salvini vs Macron, in Europa vedono così il match, elezioni europee 2019 (foto Ansa)

Salvini vs Macron, in Europa vedono così il match, elezioni europee 2019 (foto Ansa)

ROMA – Salvini e Macron saranno i veri protagonisti delle prossime elezioni europee. Esse saranno all’insegna della sfida fra Macronismo e Salvinismo, sostiene Daniel R. DePetris su Spectator.

Spectator è un autorevole settimanale della destra britannica, fra i cui ultimi direttori, nei suoi 198 anni di storia, è da includere anche l’ex ministro degli Esteri Boris Johnson. Alcuni mesi fa, il settimanale francese L’Express aveva dedicato a Salvini la copertina, con foto e questo titolo: “Salvini, l’uomo che fa tremare l’Europa”. Su Repubblica, Piero Ignazi constata:

“Giorno dopo giorno, si avvicina la prospettiva di un governo Salvini. Non un classico governo di coalizione, bensì un governo dominato numericamente, culturalmente e politicamente dalla nuova Lega salviniana”. Il titolo dell’articolo dello Spectator è impegnativo:

“La rivalità tra Macron e Salvini è una battaglia per l’anima dell’Europa”. E sotto scrive:”Al momento, Matteo Salvini sta vincendo la disputa con Emmanuel Macron, non necessariamente perché l’italiano con la sua volontà ha il potere di plasmare Bruxelles ma piuttosto perché possiede quel grado di influenza appena sufficiente per inceppare, quando lo ritiene opportuno, i meccanismi europei. Se c’è un messaggio che Salvini e Luigi Di Maio sperano di comunicare agli elettori, è che l’Italia non è più remissiva o debole, alla mercè dell’UE. Si scopre che la difesa del popolo italiano e lo scontro con i commissari dell’UE è una strategia politica piuttosto efficace.

“È un fatto indiscutibile che la politica europea stia tendendo verso una direzione più populista: secondo un report pubblicato di recente da alcuni dei più importanti esperti di politica europea, la percentuale populista è passata da un margine del 7% nel 1998 all’attuale 25%. Venti anni fa, 12,5 milioni di europei vivevano sotto un governo con almeno un rappresentate populista. Nel 2018 la cifra è di oltre 170 milioni, un aumento di tredici volte. “Salvini certamente spera che questa impressionante crescita anti-establishment continui anche in futuro anzi, data l’ambizione di Salvini probabilmente nei prossimi dieci anni mira a guidare nel continente il movimento populista”. “Il francese e l’italiano – due uomini con un ego gigantesco e una presunzione che rasenta il narcisismo – non saranno tecnicamente insieme alle stesse elezioni, ma fate attenzione: ci saranno il Macronismo e il Salvinismo.

La sfida nella prossima primavera sarà un duello all’ultimo sangue, che potrebbe rivelare se il leader europeo più potente è il multilateralista Macron o l’ultra-nazionalista Salvini”. La conferma viene proprio dalla Francia:”In Europa, Macron ha un problema e si chiama Salvini”, diceva uno dei consiglieri del presidente francese. Il riconoscimento internazionale, se così si può dire, del personaggio Salvini ha avuto inizio in agosto, poco dopo che il capo della Lega si era installato al Viminale come ministro dell’Interno, scriveva sull’Express Charles Haquet:”Ha la parola affilata, un insulto sulle labbra e, come il suo idolo Donald Trump, il tweet killer. Quando non vuole “buttare in mare” 600.000 migranti, Matteo Salvini punisce Macron “l’ipocrita” o etichetta l’euro come un “crimine contro l’umanità”. Per un po’, il nuovo uomo forte d’Italia farà dimenticare Brexit: è lui, il vero pericolo che minaccia il Vecchio Continente”. “Salvini il “dinamitardo”, Salvini l’intelligente manovratore, che nessuno ha visto arrivare, nemmeno il suo vecchio alleato Silvio Berlusconi che, come tanti altri politici italiani, ha sottovalutato questo agitatore. E’ un opportunista, un camaleonte che per soddisfare le sue ambizioni è capace di passare attraverso tutti i colori della politica, dalla sinistra all’estrema destra. “Un politico nato, che sin dalla giovane età ha sempre saputo prendere la corrente giusta”, sostiene un suo amico.