Salvini: “Nave Diciotti, intervenga Ue o riporteremo migranti in Libia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 agosto 2018 14:07 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2018 17:50
Salvini nave Diciotti

La nave Diciotti (foto Ansa)

ROMA – “O l’Europa decide seriamente di aiutare l’Italia in concreto, a partire [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] ad esempio dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare”. A dirlo è il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervendo a proposito della questione dei migranti a bordo della nave Diciotti, finita al centro di un braccio di ferro Italia-Malta e da quasi quattro giorni al largo di Lampedusa con 177 migranti a bordo.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, con un tweet: “#Diciotti dimostra che l’Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane. Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L’Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere”.

La risposta di Malta.

ll ministro degli Interni maltese Michael Farrugia in un tweet indirizzato a Salvini e Toninelli ha risposto così alle polemiche. Per i migranti a bordo della Diciotti “l’unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”. La Guardia costiera italiana “ha intercettato i migranti all’interno del SAR maltese soltanto per impedirgli di entrare nelle acque italiane”, aggiunge.

I migranti ora a bordo della Diciotti sono stati recuperati “senza coordinamento con il competente RCC”, il centro maltese, e “una intercettazione su una nave che esercita il suo diritto alla libertà di navigazione in alto mare non è considerata un salvataggio”, scrive ancora il ministro degli Interni maltese. Giorni fa, La Valletta ha affermato che “L’Italia non ha appigli legali per chiedere” a Malta “di fornire un porto sicuro per questo ultimo caso”.

Fonti governative hanno fatto intanto filtrare la notizia che il ministro degli Esteri Enzo Moavero avrebbe iniziato ad attivarsi per chiedere un aiuto agli altri paesi europei. Ma di fatto un porto sicuro d’attracco ancora non c’è.

Nelle ultime ore, tra l’altro, sono state condotte altre due operazioni di soccorso. La prima, in acque libiche, ha riguardato un barchino con circa 20 migranti a bordo: ad intervenire è stata una motovedetta della guardia costiera libica. La seconda in acque maltesi, sotto il coordinamento delle autorità maltesi, ha interessato un gommone in difficoltà con circa 70 persone a bordo. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, tra l’altro, ha postato una foto del gommone evidenziando l’uomo posizionato vicino al motore, alla guida del mezzo, e twittando: “Scafista alla guida e motore potente, in acque maltesi. Qualcuno si degnerà di intervenire o li manderanno ancora una volta in direzione Italia?”.