Sandro Gozi lascia il governo francese. Da Renzi a Macron passando per Malta: per chi lavora?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2019 9:34 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2019 9:34
Sandro Gozi lascia il governo francese

Sandro Gozi nella foto Ansa

ROMA – Sandro Gozi non è più consigliere del primo ministro francese, Edouard Philippe. L’ex sottosegretario, che respinge con decisione ogni addebito, parla di “vili attacchi, con l’unico intento di minare il mio impegno”. La pressione del governo francese per ottenere chiarimenti sulla posizione di Gozi come consulente del governo di Malta era andata aumentando ora dopo ora.

Le rivelazioni del Times of Malta

Dopo il governo italiano, quello francese, quindi il maltese: le polemiche sulla posizione “transnazionale” di Sandro Gozi sono partite lunedì. Con alcune rivelazioni del giornale Times of Malta rilanciate in grossa evidenza da Le Monde. Gozi, 51 anni, renziano – ha seguito l’ex presidente del Consiglio nelle file di Italia Viva – è stato sottosegretario nei governi governi di Renzi e poi di Gentiloni.

Da Renzi a Macron

Alle ultime europee si è candidato nelle file de La Republique en Marche, il partito di Emmanuel Macron del quale si è fin dall’inizio dichiarato apertamente un convinto sostenitore. Dalle urne, Gozi è uscito come primo dei non eletti, quindi sarà ripescato al Parlamento di Strasburgo dopo che sarà effettiva la Brexit e ne usciranno i parlamentari britannici.

Nonostante le polemiche in Italia sullo schieramento di Gozi con il partito di Macron, l’ex sottosegretario è entrato anche nel governo di Edouard Philippe. Dal 29 luglio, è “incaricato di missione” per l’Europa, di fatto uno stretto consigliere del premier, sui temi legati alle nuove istituzioni europee e ai rapporti con Strasburgo.

Due giorni fa, il caso che lo ha portato alle dimissioni. Le Monde, rilanciando informazioni del giornale di Malta, parla di “incarico di consulenza” per il governo de La Valletta, lanciando l’interrogativo – alla base delle polemiche esplose in Italia al momento della candidatura con En Marche – se Gozi “non stia lavorando per due governi allo stesso tempo”.

“Lavora per l’Italia, per la Francia o per Malta”

Già ieri, pressato da media e opposizioni, il governo francese aveva invitato Gozi a fornire spiegazioni su questo suo incarico maltese. Davanti ai deputati, oggi pomeriggio, Philippe è stato tirato in ballo da un deputato dei Republicains (destra), Pierre-Henri Dumont. “Gozi lavora per la Francia, per Malta o per l’Italia?” è stata l’imbarazzante domanda rivolta al premier. Philippe ha risposto garantendo che il premier esige da tutti i suoi collaboratori, ministri e consiglieri, “il rispetto di tutte le regole che si impongono a coloro che hanno l’onore di servire la Francia”.

L’autodifesa di Gozi

Regole che Gozi afferma di non aver violato, in una dichiarazione diffusa in serata a conferma delle sue dimissioni dal governo francese. “Da lunedì scorso, sono nuovamente oggetto di rivelazioni di stampa che hanno come unico intento quello di minare il mio impegno e le mie nuove attività professionali”. Le dimissioni mirano unicamente ad “evitare qualsiasi strumentalizzazione politica, vista anche l’attuale situazione europea”.

Scendendo nei particolari, Gozi conferma di “aver svolto legalmente una missione consultiva come consulente tecnico esterno delle autorità maltesi”. Nega però ogni “incompatibilità”, oltre a sottolineare che la consulenza maltese “ha avuto luogo a posteriori rispetto alla funzione ministeriale in Italia ed è stata interrotta su mia richiesta a seguito della convalida del risultato delle elezioni europee in Francia, il 28 maggio come confermato oggi stesso dall’amministrazione maltese”. (fonte Ansa)