Sea Watch, Francia e Germania all’attacco per Carola Rackete: “Salvare vite non è reato”. Salvini: “Non prendo lezioni”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 29 giugno 2019 20:43 | Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2019 10:32
Sea Watch, Francia e Germania all'attacco per Carola Rackete: "Salvare vite non è reato". Salvini: "Non prendo lezioni"

Sea Watch, Francia e Germania all’attacco per Carola Rackete: “Salvare vite non è reato”. Salvini: “Non prendo lezioni”

ROMA – Francia e Germania contro l’Italia dopo l’arresto della capitana della Sea Watch, Carola Rackete. Arresto che ora rischia di diventare un caso diplomatico nel momento meno opportuno per il governo italiano. Con un comunicato durissimo firmato dal ministro dell’Interno francese Christophe Castaner, fedelissimo di Macron, Parigi ha puntato il dito contro Roma sostenendo che chiudere i porti viola la legge del mare. Mentre da Berlino, il capo della diplomazia Heiko Maas, ha avvertito che “soccorrere vite in mare non può essere criminalizzato”.

Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Salvini, che soprattutto alla Francia non le ha mandate a dire. “Difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare”, ha tagliato corto il capo del Viminale, ricordando che “Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia e abbandonava gli immigrati nei boschi italiani”.

“Eravamo lo zimbello d’Europa, adesso le cose devono cambiare: o l’Europa si sveglia oppure la svegliamo noi”, gli ha fatto scudo l’altro vice premier e alleato di governo Luigi Di Maio. Mentre la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni si è fatta beffe delle condanne internazionali: “Avviso importante ai migranti! Francia, Germania e Lussemburgo hanno dichiarato che chiudere i porti viola il diritto internazionale e che il soccorso non può essere criminalizzato. Dirigetevi verso le loro frontiere, sarete accolti a braccia aperte”, ha scritto su Facebook.

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Dopo le scintille con il governo olandese dei giorni scorsi, le accuse tra l’altro arrivano da due Paesi che hanno già annunciato la loro disponibilità ad ospitare alcuni dei migranti che erano a bordo. In particolare, la Germania aveva confermato che cinquanta comuni tedeschi erano pronti a dare accoglienza, pur auspicando una soluzione europea della situazione. Mentre la Francia è disposta ad accogliere dieci persone “bisognose di protezione” tra quelle sbarcate dalla nave.

“Salvare vite è un dovere umanitario. Soccorrere persone in mare non può essere criminalizzato. Tocca alla giustizia italiana ora chiarire le accuse”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Maas riferendosi alla misura decisa nei confronti della sua connazionale che aveva il comando della nave. Un appello analogo, con la richiesta di liberare subito Carola Rackete, lo ha lanciato via social il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn, secondo cui “salvare vite è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è”.

La presa di posizione più dura è stata comunque quella della Francia. Castaner ha rivendicato che il suo Paese “si è preso le sue responsabilità nel Mediterraneo centrale” e ha poi denunciato che “è falso dire che l’Ue non si è mostrata solidale con l’Italia in questo contesto”. Poi la bordata: “L’attuale governo italiano – ha accusato il ministro francese – opta per soluzioni non concertate con i suoi partner europei, denunciando poi una mancanza di solidarietà dell’Europa e dei suoi Stati membri. Roma ha infatti annunciato una chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare, anche se gli sbarchi di persone soccorse in mare sul suo territorio continuano, sia da parte di navi delle Ong che della Guardia costiera italiana. In questo contesto l’Italia continua ad aver bisogno di questa solidarietà europea di cui tuttavia denuncia l’assenza”.

In Germania infine, al netto delle parole di Maas, la vicenda ha destato anche altre reazioni, tutte di condanna nei confronti dell’Italia, a partire da quella del leader dei Verdi. Robert Habeck ha sostenuto che l’arresto della capitana Rackete dimostra la “spietatezza del governo italiano” e rivela “il dilemma della politica europea dei rifugiati”. E ha attaccato Salvini: “Accusare la signora Rackete di sostenere i trafficanti e la pirateria, come ha fatto il ministro dell’Interno italiano, è una sparata di proporzioni orwelliane”.

“Triste ed arrabbiato” si è detto infine il presidente del Consiglio delle chiese protestanti tedesche Heinrich Bedford-Strohm, che ha osservato: “Una giovane donna viene arrestata in un paese europeo perché ha salvato vite e vuole portare le persone salvate in sicurezza a terra. Una vergogna per l’Europa!”. (Fonte: Ansa)