Soldati inglesi in pensione rischiano accusa di omicidio, quel Bloody Sunday del 1972 in Irlanda

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2016 6:30 | Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2016 7:44
Soldati inglesi in pensioni testimoni del Bloody Sunday rischiano accuse di omicidio

Soldati inglesi in pensioni testimoni del Bloody Sunday rischiano accuse di omicidio

LONDRA –  Quattrocento soldati inglesi ormai in pensione hanno ricevuto una lettera dal Ministero della Difesa in cui vengono esortati a raccontare ciò che videro durante il servizio in Irlanda del Nord nella famosa domenica ribattezzata “Bloody Sunday”, nella città di Derry, Irlanda del Nord, il 30 gennaio del 1972, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutistidell’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili, colpendone 26 e causando la morte di 14.

La strage è cantata dagli irlandesi U2 nel brano Bloody Sunday. Per ascoltarlo cliccare qui.

Alle ex truppe è stato chiesto di parlare del proprio coinvolgimento durante gli eventi e molti di questi ex soldati, che oggi hanno tra i 70 e gli 80 anni, dovranno testimoniare nella riapertura del caso. L’Arma inglese, infatti, ha deciso di investigare nuovamente sull’accaduto e molti di questi soldati, sebbene per ora siano solamente dei testimoni, potrebbero in seguito essere ritenuti colpevoli di omicidio. Gli ex militari, che potrebbero essere accusati di fatti avvenuti più di dieci anni fa, durante la campagna di terrore dell’IRA, si sono detti “disgustati dalla caccia alle streghe”. 

La scorsa settimana è emerso che la polizia dell’Irlanda del Nord ha riaperto 302 casi di morte ad Ulster come parte di una campagna finanziata dai contribuenti. Il ministero della Difesa ha confermato di aver inviato circa 400 lettere a potenziali testimoni. “Ovviamente ogni testimonianza potrebbe essere cruciale” ha detto un portavoce del ministero.

Anche i paracadutisti che parteciparono alla cosiddetta “Bloody Sunday” sono fra quelli che hanno ricevuto le missive: ai membri del Primo Battaglione, reggimento dei paracadutisti, è stato chiesto di testimoniare sulla morte di dieci civili a Belfast nel 1971. Nigel Kensall, presidente dell’associazioni veterani inglesi, ha riferito: “Queste lettere, in tutti noi, hanno sollevato molta preoccupazione”.

Sui tragici fatti, il Governo Britannico condusse due inchieste:

  • Il “Widgery Tribunal”, tenutosi in seguito al verificarsi dei fatti, prosciolse largamente l’autorità ed i soldati britannici da ogni colpa, ma fu da più parti criticato come un “insabbiamento”[7][8], compreso l’ex capo di gabinetto di Tony Blair, Jonathan Powell.

  • La “Saville Inquiry”, stabilita nel 1998 per gettare nuova luce sui fatti (presieduta da Lord Saville di Newdigate). Il documento – composto da migliaia di pagine – fu fornito al governo inglese a giugno 2010 dopo molti ritardi[9]. Il 15 giugno 2010 il primo ministro del Regno Unito David Cameron ha presentato le conclusioni del rapporto a firma di Lord Saville di Newdigate commissionato alcuni anni prima dal Governo britannico, che condanna senza alcuna giustificazione la condotta tenuta in quelle circostanze dall’esercito inglese. Il primo ministro del Regno Unito ha così concluso: «Sono patriottico e non voglio mai credere a niente di cattivo sul nostro Paese, ma le conclusioni di questo rapporto sono prive di equivoci: ciò che è successo il giorno di Bloody Sunday è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato»[10].

La campagna dell’IRA contro l’occupazione britannica dell’Irlanda del Nord era in corso già da due anni, e l’eco dell’evento incoraggiò l’arruolamento nell’organizzazione.[11] La Domenica di sangue resta tra gli eventi più significativi della storia recente dell’Irlanda del Nord, probabilmente anche perché avvenuta sotto gli occhi di telecamere e giornalisti.[12]