Crisi, l’Ue promuove l’ultima finanziaria della Spagna: nuovi tagli per 35 mld

Pubblicato il 27 settembre 2012 18:47 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 19:48
Olli Rehn

Olli Rehn (Foto Lapresse)

BRUXELLES – L’Unione europea promuove la nuova legge finanziaria del governo spagnolo di Mariano Rajoy. ”Un passo importante per l’ampliamento e l’approfondimento delle riforme strutturali” che si aggiunge alle importanti realizzazioni già fatte, ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn.

Secondo Rehn ”il piano di riforma include misure concrete, ambiziose e ben mirate e stabilisce chiare scadenze in molte aree”, dichiara Rehn, secondo il quale questo nuovo piano di riforme strutturali ”risponde alle specifiche raccomandazioni rivolte alla Spagna sotto il semestre europeo” e ”affronta in modo molto chiaro alcune delle sfide più pressanti”.

Miglioramenti ulteriori della flessibilità dei mercati del prodotto e del lavoro contribuiranno a ”migliorare la crescita e l’occupazione e a sostenere il consolidamento di bilancio”. Rehn, in particolare, loda ”il piano ambizioso per creare un’autorità fiscale indipendente, liberalizzare maggiormente i servizi e ridurre la frammentazione del mercato interno in Spagna”.

Le misure sul mercato del lavoro ”completano poi le passate riforme sulla contrattazione e la protezione dei lavoratori”, commenta ancora Rehn che giudica ”particolarmente pertinenti” la riforma prevista del sistema di formazione professionale. educativo.

”La Spagna sta affrontando importanti sfide per correggere squilibri macroeconomici considerevoli che richiedono una risposta politica globale. Le misure annunciate oggi sono un passo avanti importante per affrontare queste sfide”.

La finanziaria. L’ultima manovra di Madrid prevede tagli per 35-40 miliardi, lotta all’evasione e alla frode fiscale, tagli del 20% alle spese dei ministeri, liberalizzazioni. In questo modo la Spagna prevede di rispettare gli obiettivi di riduzione del rapporto deficit-Pil, fissati al 6,3% per il 2012 e al 4,5% per il 2013.

Per quanto riguarda le pensioni, il governo userà i circa 3 miliardi di uno speciale Fondo di riserva per la reindicizzazione delle pensioni che erano state congelate nel 2011 ed aumentate dell’1% quest’anno. Ci sarà un aumento analogo nel 2013, quando verrà anche pagata la differenza con il tasso dell’inflazione, intorno al 2,7%.