Stampa europea storce il naso su nomine Van Rompuy e Ashton: ”Sconosciuti”

Pubblicato il 20 Novembre 2009 18:37 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2009 18:37

Van Rompuy, neo presidente Ue

Van Rompuy, neo presidente Ue

La stampa europea non ha accolto favorevolmente le nomine del premier belga Herman Van Rompuy, 62, e della britannica Catherine Ashton, 53 anni, rispettivamente a presidente e ministro degli esteri dell’Unione Europea.

Dura la stampa tedesca: ”Con il nuovo duo l’Europa punta su due sconosciuti e spreca la possibilità di brillare sulla scena mondiale”, dice l’edizione on line di Spiegel. Per Bild ”Bruxelles fa una figuraccia: la Ue cerca reputazione e fama ma si mette d’accordo su due signor Nessuno”. E, si chiede la Frankfurter Allgemeine Zeitung, ”Era davvero necessario fare un vertice speciale a Bruxelles per questo risultato?”.

Secondo il Financial Times, Con le nomine di Ashton e Van Rompuy ”resta aperto l’interrogativo se l’Unione Europea abbia davvero scelto i migliori candidati possibili”. Il loro ”basso profilo – spiega il quotidiano britannico – lascia intendere che le decisioni più importanti di politica estera saranno ancora nelle mani dei governi nazionali”.

I britannici, pur soddisfatti di aver guadagnato un ministro degli Esteri che sarà anche vicepresidente della Commissione, complessivamente storcono il naso e rilevano che la baronessa laburista e il premier belga sono due tecnocrati dal basso profilo (The Guardian), ma è ciò che serve per questa fase, spiegano.

Decisamente ostili solo i tabloid euroscettici: per il Daily Mail,”Il grande inciucio europeo: un’amica raccomandata laburista viene fatta ministro degli Esteri, così che un fanatico federalista può diventare presidente”. Il Sun sottolinea che la Ashton ”non è mai stata scelta dagli elettori”, ma sempre nominata.

Ashton, neo ministro esteri Ue

Ashton, neo ministro esteri Ue

Lo spagnolo El Pais si unisce al coro degli scettici sul nuovo duo (”due figure grigie e di basso profilo”), mentre la stampa francese è divisa. A Parigi, che assieme alla Germania è stata uno dei motori della scelta europea, Le Figaro descrive Van Rompuy come ”un uomo discreto, avvezzo all’arte del consenso”.

Non così la pensa Liberation, secondo cui Van Rompuy diventa ”l’anestetico locale, un presidente per fare tappezzeria”. E conclude con una frecciata all’Italia: ”Segno dei tempi, i giornalisti italiani, smobilitati dopo la squalifica di Massimo D’Alema, si interessavano soltanto a una cosa: la partita della Francia contro l’Irlanda…”

Dall’altra parte dell’Atlantico, insoddisfatto anche il New Tork Times, che va giù duro: ”Nominando personaggi semisconosciuti con una scelta minimalista”, scrive il Nyt, la Ue si condanna ad un posto marginale sulla scena globale: ”La scarsa notorietà dei nominati enfatizza i problemi dell’Europa invece di dimostrare la sua prontezza ad assumere un posto di rilievo sulla scena internazionale”.