Svezia: Pd 28,4%, Lega 17,7%. 82% vota contro i sovranisti e pro Europa

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 settembre 2018 13:08 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2018 14:42
Svezia elezioni: Pd 28,4%, Lega 17,7%. 82% vota contro i sovranisti e pro Europa

Svezia: Pd 28,4%, Lega 17,7%. 82% vota contro i sovranisti e pro Europa (foto Ansa)

ROMA –  Svezia: Pd 28,4 per cento, Lega 17,7 per cento. E 82 per cento dei votanti alle elezioni politiche ha votato contro i sovranisti e per partiti che vogliono mantenere il paese in Europa e neanche si sognano una qualche nazional-exit. E’ andata così, proprio così. E’ questo il risultato delle elezioni svedesi.

I socialdemocratici che erano al governo e che pur perdendo il 2,7 per cento hanno raccolto il 28,4 per cento dei consenso sono assolutamente assimilabili al Pd di casa nostra. E i Democratici svedesi che erano e restano opposizione e che vogliono frontiere chiuse, welfare sbarrato agli stranieri, diffidano dell’Europa e proclamano il grande ritorno dei nazionalismi sono assolutamente assimilabili alla nostra Lega modello Salvini. Hanno raccolto il 17,7 per cento dei consensi (avanzata di circa il 5 per cento), per coincidenza più o meno quelli della Lega italiana. E i Moderati che hanno ottenuto il 19,7 per cento dei voti somigliano tanto alla nostra Forza Italia.

E poi ci sono i comunisti (7,9 per cento dei voti, circa un 2 per  cento in più dell’altra volta). E i Cristiano Democratici e altri partiti di Centro. In tutto a ben contare l’82 per cento dell’elettorato ha respinto la proposta sovranista. Per i sovranisti ha votato uno svedese su sei. Uno su sei! Eppure…

Eppure non c’è notiziario che non riesca a sottrarre se stesso dalla suggestione e incantamento. Se in Italia il risultato di elezioni politiche fosse stato Pd 28, 4 per cento oggi in Italia non ci sarebbe il governo Salvini-Di Maio. E correttamente ogni notiziario avrebbe parlato di pro Europa che vincono le elezioni. In Italia è andata diversamente, ben diversamente dalla Svezia. Pd e Forza Italia sommati non fanno neanche lontanamente un terzo dei voti e quindi governano Salvini e Di Maio. In Italia i sovranisti sono stati votati dal 48/49 per cento degli elettori e quindi governano. In Svezia no. Eppure…

Eppure nessun notiziario riesce a sottrarre se stesso dalla suggestione e incantamento.

Un po’, molto, è pigrizia e inerzia. Prima del voto è passato come format della notizia quella della vittoria sovranista. Staccarsi dal format approvato fa fatica e rischio. Anche inconsciamente, tutta la macchina dell’informazione/comunicazione è conformista. Iper conformista, verso se stessa.

Un altro po’, mica poco, è volontà, obbligo, comandamento di non dispiacere al pubblico. E il pubblico, soprattutto quello per così dire postante sui social, oggi in Italia è sovranista. E mica solo sui social, anche al seggio elettorale. Quindi non scontentare il cliente dicendogli come è andata davvero alle elezioni svedesi. Si può sempre dire: governo difficile, maggioranza quasi impossibile, avanzata sovranista ma senza sfondare…Non si sbaglia, non si mente. Ma non si corre il rischio per così dire commerciale della verità completa.

Un altro po’ è politichese abbarbicato nella testa e nel linguaggio dei notiziari come cozza a scoglio. Se la narrazione dei retroscena e della politica narra appunto lo storytelling di Svexit e dei Salvini a Stoccolma, una qualche Svexit e trionfo sovranista deve esserci, altrimenti che scriviamo?

Un altro po’ è soggezione. Non al cliente. Ma al potente. Un caso per tutti. Il caso più eclatante e importante. Il Tg7, quello di Mentana. Il più attento, il più godibile. Il più utile. Fino a ieri autentico e più che vigile cane da guardia del potere calante, anzi già calato del  centro sinistra italiano. Da mesi ormai iper comprensivo, pieno di attenzioni, cautele e giustificazioni verso il potere montato e montante Lega-M5S.

Soggezione culturale soprattutto. Che è alla base della auto ipnosi di fronte ai sovranisti di casa e quindi estesa ai sovranisti svedesi. Soggezione culturale (e anche professionale) che impedisce di vedere e valutare e divulgare e informare sulla differenza sostanziale tra un fenomeno politico (l’avanzare dei consensi di una proposta di estrema destra sovranista) e i risultati di un’elezione. Soggezione culturale…in Svezia 82 per cento vota contro i sovranisti, per i sovranisti vota solo un elettore svedese su sei e i notiziari italiani fanno eco a Salvini che i conti li fa a modo suo: “Anche in Svezia ha vinto il cambiamento”. Per i notiziari italiani sono più vere le parole di Salvini che i numeri dei voti svedesi. Eccola la soggezione , in tutta la sua geometrica potenza.