Trump dalla regina Elisabetta: in ritardo e niente inchino. Inglesi indignati

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 14 luglio 2018 13:00 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2018 13:00
Trump dalla regina Elisabetta: in ritardo e niente inchino. Inglesi indignati

Trump dalla regina Elisabetta: in ritardo e niente inchino. Inglesi indignati

MILANO – I tempi di re e regine nel mondo sono lontani, ma la Gran Bretagna mostra di apprezzare sempre di più la propria monarchia. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E non ha preso bene gli sgarbi del presidente Donald Trump alla sovrana Elisabetta II. 

Forse il tycoon intendeva rimarcare come ormai gli Stati Uniti un tempo colonia del Regno Unito siano oggi superiori, almeno economicamente, al vecchio colonizzatore. O forse, più banalmente, si è attenuto alla consueta sciatteria verso l’altro, in questo caso una signora di 92 anni, che può contraddistinguere, tra gli altri, chi, come lui, ha fatto i soldi dal nulla senza farsi troppi problemi né troppa cultura.

Fatto sta che gli inglesi non hanno proprio gradito le tante rotture del protocollo da parte del presidente americano. Prima ha fatto attendere la regina per quasi un quarto d’ora, poi non ha fatto l’inchino, limitandosi ad una ben più laica stretta di mano. Infine, non ha esitato a precederla durante il passaggio in rassegna della Guardia d’Onore.

Goffaggine, ignoranza o arroganza: non è dato sapere cosa abbia mosso il politico Usa. Forse un mix di tutt’e tre. Di certo Elisabetta non si è scomposta più di tanto. Dopo aver conosciuto i tradimenti con tampax del figlio ed erede al trono Carlo e aver assistito al matrimonio del nipote Harry con una commoner divorziata di origini afroamericane ha mostrato di saper stare al passo con i tempi con una notevole dose di sprezzatura.

A non perdonare, però, sono gli inglesi, che accusano Trump di essere stato “maleducato” e “irrispettoso” verso la loro longeva sovrana. E, forse, anche verso l’intera Gran Bretagna, che agli occhi degli Stati Uniti deve apparire però sempre meno grande.