Tsipras-Merkel, Grecia riforme. In pensione a 67 anni e aumento dell’Iva

di Emiliano Condò
Pubblicato il 23 Marzo 2015 15:39 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 19:45
Tsipras-Merkel, Grecia riforme. In pensione a 67 anni e aumento dell'Iva

Tsipras-Merkel, Grecia riforme. In pensione a 67 anni e aumento dell’Iva

ROMA – Alzare l’età pensionabile a 67 anni. Aumentare l’Iva. E fare un appello a tutti i greci per far rientrare i capitali dei greci fuggiti all’estero. Alexis Tsipras si siede davanti ad Angela Merkel, a Berlino, con una nuova lista di riforme.

Lista decisamente meno vaga e meno populista della prima, quella con cui si è di fatto incagliata la trattativa tra Atene e Eurogruppo per la concessione della nuova tranche di aiuti alla Grecia.

Il clima è decisamente più disteso rispetto alle ultime settimane. “Vogliamo che la Grecia sia forte economicamente, che cresca e che venga fuori dalla alta disoccupazione”, e in particolare “da quella giovanile”, dice Merkel.

Tsipras respinge alcuni stereotipi su tedeschi e greci: “I greci non sono dei fannulloni, e i tedeschi non sono colpevoli dei malanni e della disfunzioni della Grecia”.

Dei soldi (europei, non tedeschi, ovviamente) Atene ha un bisogno disperato. Senza, il 9 aprile si chiude bottega. Ed è con questa consapevolezza che Tsipras, dopo aver fatto più volte la voce grossa, si siede davanti a Merkel non prima di aver detto che “senza aiuti è impossibile pagare i debiti”. Tsipras, stavolta, si mette faccia a faccia con Merkel portando proposte di riforme almeno sulla carta più concrete.

Prima di tutto le pensioni. Innalzamento dell’età fino a 67 anni. Un qualcosa che in futuro riguarderà anche i lavoratori greci. La pensione a 62 anni, invece, dovrebbe valere soltanto per coloro che a quella età abbiano già lavorato 40 anni. Tsipras qui si rimangia un pezzo di promessa elettorale. Aveva detto e ridetto pensioni non si toccano e anche su questo ha costruito il suo successo. Anche per quel pensioni non si toccano c’erano pezzi di sinistra italiana a festeggiarlo ad Atene. Nel nome del “basta Fornero” in Italia, nel nome del “pensioni non si toccano” in Grecia. Ma 67 anni è l’età pensionabile di Germania e Spagna, sarà quella dell’Italia e prima o poi anche quella della Francia. Lo sforzo di Tsipras è quello di far diventare la Grecia un paese europeo in Europa.

Poi c’è l’Iva. Per ora non si sa di quanto e su cosa aumenterà. Più Iva ovvero più tasse su alcuni prodotti. Provvedimento “odioso” perché tassa i consumi e ostacola la ripresa. Ma provvedimento, anche qui, preso da tutti o quasi. Lo sanno bene in Italia dove c’è un aumento dell’Iva programmato e di delega fiscale in delega sempre rimandato.

Infine evasione fiscale e capitali esteri. Sono le due riforme più popolari e socialmente più giuste. Hanno due enormi difetti: sono quelle dal gettito incerto. Dire recuperare dall’evasione fiscale X milioni è una cosa, farlo davvero è un’altra. Specie in un paese come la Grecia dove il tasso di evasione è più alto di quello italiano. Quanto ai capitali stranieri Tsipras si affida a un “appello-minaccia”. Dice ai greci di riportare indietro i soldi, perché il governo sa chi li ha dirottati all’estero. Basterà? Difficile. Certamente non è bastato all’Europa che davanti alla prima lista di riforme, a quell’impossibilità di capire quanti soldi avrebbero portato in cassa ad Atene, si è fermato. Ora, come scrivono i tedeschi, “Herr Tsipras” è in Germania per cercare di superare lo stallo.

I due leader toccano anche l’argomento “riparazioni di guerra”, ovvero un risarcimento che Tsipras ha più volte sollecitato per i danni subiti dai nazisti. Lui ammorbidisce il tiro: “E’ un problema morale, non materiale”. Tradotto: non chiediamo soldi, soprattutto non faremo pesare questa storia sulla questione del debito greco. Lei risponde secca: le riparazioni di guerra sono una questione “chiusa dal punto di vista sia giuridico sia politico”, salvo poi addolcirsi: la Germania è consapevole delle atrocità commesse e il “dialogo” con Atene sul tema “continuerà”.