Ucraina, Poroshenko: “Minaccia russa è il maggiore pericolo per l’Europa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2015 10:57 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 10:57
Ucraina, Poroshenko: "Minaccia russa è il maggiore pericolo per l'Europa"

Petro Poroshenko (Foto Lapresse)

KIEV –  Nei giorni che vedono il crollo del progetto europeo con il tracollo della Grecia e gli attentati a catena dei terroristi che si rifanno al cosiddetto Isis il presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, parla con il Corriere della Sera di quello che è, secondo lui, il pericolo maggiore per l’Europa: la presenza russa nell’est del Paese. 

A Giuseppe Sarcina dice che gli accordi di Minsk, siglati il 12 febbraio tra Kiev e Mosca con la mediazione del presidente francese Hollande e della cancelliera tedesca Merkel, non sono stati rispettati in nessuno dei loro quattro punti, ovvero il cessate il fuoco, il ritiro dell’artiglieria pesante, il rilascio dei prigionieri e l’accesso agli ispettori dell’Osce. Sostiene che la Russia “sta continuando a mandare truppe, armi e finanziamenti” ai separatisti del Donbass (che definisce “terroristi”) e allo stesso tempo ammette di aver chiesto agli Stati Uniti armi pesanti. Finora, però, dice Poroshenko, “non ne abbiamo ricevute. Stiamo negoziando con loro”.

Da Washington, però, Kiev ha avuto

“postazioni elettroniche di contro artiglieria, equipaggiamenti per le comunicazioni, un piccolo numero di blindati con mitragliatrici, piccoli droni da ricognizione. Inoltre collaboriamo con l’intelligence americana e abbiamo istruttori statunitensi, britannici e canadesi. So bene che questa guerra non si può vincere sul piano militare. Ma ho il dovere di fare il possibile per difendere il mio Paese dall’aggressione della Russia: una minaccia, ci tengo a ripeterlo, per tutta l’Europa”.

Nonostante questo l’Ucraina non ha intenzione di aderire al Patto Atlantico:

“Non sono maturi i tempi. Per entrare nella Nato occorre soddisfare diversi requisiti. Stiamo lavorando per riformare a fondo il Paese, dal punto di vista economico, sociale, amministrativo. Sarà un lungo lavoro: ci vorranno almeno 6-7 anni. Quando saremo pronti, convocheremo un referendum per chiedere al popolo ucraino se dovremo entrare o no nell’Alleanza atlantica”.

Differente il discorso che riguarda l’adesione all’Unione europea, ovvero quel processo che ha innescato le proteste di Maidan che hanno poi portato alla guerra nell’Ucraina orientale.

“Abbiamo cominciato con l’accordo di associazione che è stato già ratificato da 21 Paesi, altri quattro ne stanno discutendo. L’Italia è tra questi”. Così il presidente ucraino coglie l’occasione per chiedere al senato italiano di ratificare “al più presto possibile l’accordo”.