Ucraina, Azarov nominato premier: “Legami più forti con la Russia”

Pubblicato il 12 Marzo 2010 17:14 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 17:14

Mykola Azarov

Il presidente ucraino Viktor Yanukovych giovedì 11 marzo ha nominato Mykola Azarov come nuovo Primo ministro.

Azarov, che è già stato ministro delle Finanze, ha prestato giuramento per guidare un governo formato da 29 ministri pronti ad appoggiare i piani di Yanukovych che vogliono bilanciare le recenti alleanze dell’Ucraina con Occidente con un rafforzamento dei legami con la Russia.

Il compito del nuovo primo Ministro sarà anche quello di guadagnare nuovamente la fiducia del Fondo Monetario Internazionale che lo scorso anno ha sospeso un programma economico di salvataggio dell’economia ucraina da 16,4 miliardi dollari. Per il Fondo, l’Ucraina non avrebbe il bilancio in pareggio: Azarov in parlamento ha dichiarato che il suo governo presenterà in tempi brevi un progetto economico “realistico”.

In campagna elettorale, Yanukovych aveva promesso di aumentare i salari e le pensioni per i lavoratori per contrastare una recessione che ha ridotto l’economia del 15 per cento nel 2009: Azarov ha invece dichiarato che il «paese è stato saccheggiato e che le casse sono vuote». Azarov, 62 anni, era anche uno degli strateghi della campagna di Yanukovych che il 7 febbraio scorso ha battuto Yulia Tymoshenko. I critici lo considerano un esperto, anche se conservatore, in economia.

Altro personaggio di rilievo nel governo è Serhiy Tihipko, ex-capo della banca centrale, arrivato terzo nella corsa presidenziale. Tihipko aveva presentato un programma che prometteva profondi cambiamenti economici: Yanukovych ha ora dato a Tihipko un ruolo fondamentale nella gestione dell’economia. La sua nomina, insieme a quella di Iryna Akimova, un’altra economista, al momento ha incoraggiato gli investitori esteri.

La Tymoshenko, ora leader dell’opposizione, si è mostrata critica col nuovo governo ed ha dichiarato ai giornalisti che i tanti economisti presenti nel governo sono degli “oligarchi” che piuttosto che realizzare le riforme «si divideranno il bottino finanziario tra di loro».