Ucraina, Crimea vuole la secessione. Kiev, Usa e Ue: “Referendum illegale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 marzo 2014 15:35 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2014 18:22
Ucraina, vertice Ue. Crimea vuole la secessione. Kiev: "Referendum illegittimo"

Il premier ucraino Arseni Iatseniuk

BRUXELLES – Questione ucraina al vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea. I leader di Francia, Italia, Polonia, Germania e Regno Unito si dicono pronti a “possibili sanzioni politiche“, ma non economiche. A Kiev il premier Arseni Yatsniuk si dice “determinato e pronto a firmare l’accordo di associazione con la Ue“, spiegando: “Siamo in una situazione economica disperata”. L’Ucraina ha annunciato che il referendum della Crimea per l’annessione alla Federazione, proclamato per il 16 marzo, è “illegittimo”. “La Crimea è e resterà Ucraina, la Russia ritiri i militari e non supporti le forze che vogliono dividere l’Ucraina”, ha detto il premier ucraino Yatseniuk dopo la riunione coi leader Ue, dicendosi “molto grato per l’incontro”. Dello stesso parere Stati Uniti e Unione Europea. Per il vice capo della Sicurezza nazionale della Casa Bianca il referendum proposto dalla Crimea violerebbe la Costituzione dell’Ucraina e del diritto internazionale, oltre alla sovranità dell’Ucraina. Anche Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio di Bruxelles, ha definito la consultazione “illegale”.

La giustizia ucraina ha emesso mandati di arresto per il premier e il presidente del Parlamento (Rada) della Crimea, Serghii Aksionov e Vladimir Kostantivov. Nella penisola si erano recati gli osservatori dell‘Osce (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ma sono stati fermati ad un check point. I servizi segreti ucraini (Sbu) hanno arrestato Pavel Gubarev, l’autoproclamato governatore filorusso di Donetsk, nella russofona Ucraina orientale.

Decine tra miliziani e volontari cosacchi russi presidiano la tv Krim (Crimea, ndr) dopo l’assalto alla sede dell’emittente avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 6 marzo, a Simferopoli. In tutta la penisola la tv locale non si vede più, ma si vede l’emittente Russia 24.

Verso il Mar Nero si sta dirigendo un cacciatorpediniere lancia-missili americano, il Truxton, partito dalla Grecia con un equipaggio di circa 300 marinai. Ma si tratta di una missione decisa da diverso tempo, prima che iniziasse la crisi in Ucraina, hanno precisato fonti militari americane. L’unità ha in programma attività di addestramento con le forze navali romene e bulgare, per un arco di tempo non precisato, ha reso noto la US Navy, aggiungendo che “le operazioni della USS Truxtun erano programmate sin dalla sua partenza dagli Stati Uniti”.

La Truxton, dotata di decine di missili Tomahawk, fa parte del gruppo navale della portaerei George H.W. Bush, entrato di recente nel Mediterraneo, dove è impegnato in attività di addestramento prima di proseguire verso il Medio Oriente, secondo quanto scrive il quotidiano delle forze armate Usa Stars and Stripes. Il Truxton si affiancherà alla fregata Taylor, l’unica unità della US Navy che incroci attualmente nel Mar Nero, ora ormeggiata a Samsun, in Turchia, sin da metà febbraio, dopo che si era brevemente arenata.

Sul fronte Ue, dopo l’incontro a Bruxelles, un altro vertice sull’Ucraina si terrà giovedì sera a Villa Taverna, a Roma, dove il segretario di Stato americano, John Kerry, si riunirà con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. A fare gli onori di casa nella sua residenza ai Parioli sarà l’ambasciatore americano, John Phillips.