Politica Europa

La Ue bacchetta l’Italia: “Basta leggi ad personam, bene incandidabilità”

Josè Barroso

Josè Barroso

ROMA – Bruxelles “suggerisce” all’Italia di dare un brusco stop alle leggi ad personam, ovvero quelle leggi che finora hanno impedito l’efficacia dei processi. Promuove la legge sull’incandidabilità, quella applicta per far decadere l’ex premier Berlusconi. Lo dice una relazione del’Unione europea sulla corruzione, nella parte dedicata all’Italia.

Bruxelles suggerisce all’Italia di “bloccare l’adozione di leggi ad personam”. Dal lodo Alfano alla ex Cirielli; dalla depenalizzazione del falso in bilancio al legittimo impedimento: il report Ue sulla corruzione, rileva che “i tentativi” di darsi norme per garantire processi efficaci sono stati “più volte ostacolati da leggi ad personam”.

La nuova legge italiana contro la corruzione “lascia irrisolti” vari problemi, secondo la Commissione Ue, perché “non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio”. Da mettere mano, anche, al conflitto d’interesse.

La nuova legge anticorruzione ed il successivo decreto legislativo sull’incandidabilità ed il divieto di ricoprire cariche elettive o di governo in seguito a condanne definitive segnano “un importante passo avanti” secondo la Commissione Ue, che segnala come la norma è stata applicata “nel caso della decadenza da senatore di un ex premier”.

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