D’Alema ministro degli Esteri europeo? Nulla osta di Berlusconi. Il “grazie” di Massimo

Pubblicato il 30 Ottobre 2009 19:16 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2009 19:16
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Massimo D'Alema

Spunta il nome di Massimo D’Alema come possibile candidato alla carica di ministro degli Esteri europeo, e questa eventualità non dispiace al governo Berlusconi.  A Bruxelles si è riunito il Consiglio Europeo, nel quale i leader dei Paesi continentali stanno discutendo sull’assegnazione di questa poltrona e di quella del Presidente stabile dell’Ue.

I leader progressisti europei, hanno espresso la volontà che il ministro degli Esteri della Ue sia espressione del Partito socialista europeo. Dunque, anche D’Alema è nella “rosa”, per appartenenza ed esperienza maturata. L’ex ministro degli Esteri italiano ed esponente del Pd si è dichiarato «onorato» della segnalazione : “Ci sono altri candidati più forti di me, non ritengo di avere molte possibilità ma l’essere in quseta lista mi onora”. Poi D’Alema si è detto anche «grato» per la dichiarazione ufficiale di Palazzo Chigi secondo la quale l’Italia sosterrà il candidato italiano. Da Berlusconi insomma è venuto un nulla osta a D’ Alema “qualora la candidatura maturasse”.

«Ho appreso – ha detto D’Alema- che i leader progressisti hanno raggiunto un accordo sul fatto che il responsabile della politica estera europea e vicepresidente della Commissione sarà espressione del Partito socialista europeo e dei progressisti democratici. Mi hanno indicato tra i possibili candidati. Non mi sono candidato a nulla, la notizia mi è giunta da Bruxelles e io ne prendo atto».

D’Alema si è quindi dichiarato «grato» al governo italiano «per avere detto che, nel caso in cui ci sia questa candidatura, da parte italiana ci sarà un sostegno e non una opposizione». «Nel nuovo trattato – ha spiegato l’ex ministro degli esteri – il capo della politica estera è anche vicepresidente della commissione e quindi deve essere un rappresentante nazionale. Quindi il governo ha un potere dirimente sul proprio rappresentante».

Il ministro Franco Frattini , che ha sostituito al vertice l’assente Berlusconi, ha assicurato che «l’Italia giocherà la sua partita istituzionale e valuterà tutti i nomi che saranno presentati, dal primo all’ultimo».

Il titolare della Farnesina ha quindi spiegato che non si tratta di valutare le candidature avanzate in base alle appartenenze politiche ed ha assicurato che «l’Italia è sempre orgogliosa quando un italiano viene preso in considerazione per una carica importante».

Ma dalla Spagna arriva un invito al governo italiano perché indichi esplicitamente il nome di D’Alema. «Il problema di Massimo D’Alema é che lo deve proporre Berlusconi», ha detto Diego Lopez Garrido, Segretario di Stato spagnolo per gli affari europei.