La Ue riapre le frontiere a 15 Paesi. Ma non agli Usa

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2020 16:44 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2020 18:48
La Ue riapre le frontiere a 15 Paesi, ma non agli Usa

La Ue riapre le frontiere a 15 Paesi. Ma non agli Usa (Foto Ansa)

La Unione europea riapre dal primo luglio le sue frontiere esterne a 15 Paesi terzi, tra cui la Cina, purché a condizione di reciprocità. Fuori dall’elenco gli Stati Uniti. Lo hanno deciso i Paesi membri. L’Italia ha votato a favore. 

Ue, frontiere riaperte a 15 Paesi. Ma non agli Usa

Oggi, 30 giugno, il Consiglio ha adottato una raccomandazione sulla soppressione graduale delle restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali nell’Ue.

L’elenco comprende 15 Paesi: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay e la Cina, soggetta alla conferma della reciprocità. Bruxelles aggiornerà la lista ogni due settimane.

I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano dovrebbero essere considerati residenti nell’Ue ai fini della presente raccomandazione, si legge nella nota.

I criteri per determinare i Paesi terzi per i quali l’attuale limitazione di viaggio dovrebbe essere revocata riguardano in particolare la situazione epidemiologica e le misure di contenimento. Sono comprese anche le distanze fisiche, nonché le considerazioni economiche e sociali e sono applicati cumulativamente.

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i Paesi terzi elencati dovrebbero soddisfare alcuni criteri. Tra questi, un numero di nuovi casi Covid-19 negli ultimi 14 giorni per 100mila abitanti vicini o al di sotto della media Ue.

E poi: tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti; della risposta globale al Covid-19 tenendo conto delle informazioni disponibili. 

Le raccomandazioni del Consiglio europeo

La raccomandazione del Consiglio non è uno strumento giuridicamente vincolante. Le autorità degli Stati membri restano responsabili dell’attuazione del contenuto della raccomandazione.

Possono, in piena trasparenza, eliminare solo progressivamente le restrizioni di viaggio verso i Paesi elencati, precisa la nota.

Uno Stato membro non dovrebbe decidere di revocare le restrizioni di viaggio per i Paesi terzi non elencati prima che ciò venga deciso in modo coordinato.

Le restrizioni di viaggio possono essere revocate o reintrodotte in tutto o in parte per un determinato Paese terzo già elencato in base ai cambiamenti di alcune condizioni e, di conseguenza, nella valutazione della situazione epidemiologica.

Se la situazione in un Paese terzo elencato peggiora rapidamente, è necessario applicare un processo decisionale rapido. (Fonte: Ansa)