L’Ue di Hollande: Grecia, eurobond e più Bce

Pubblicato il 23 Maggio 2012 15:08 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2012 16:53

PARIGI – Sugli eurobond ”sarebbe un peccato non andare fino in fondo”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande nel corso di una conferenza stampa congiunta a Parigi con il premier spagnolo Mariano Rajoy.

Al vertice Ue di giugno ”bisognerà trovare un compromesso”, ha aggiunto Hollande, spiegando che nella sua idea ”non ci sono solo i project bonds. Bisogna riflettere su un modo di finanziamento per permettere agli Stati di potersi finanziare con tassi di interesse molto bassi im modo da mettersi al riparo dalla speculazione”.

Hollande ha anche detto che sulla questione ”non vuole essere in conflitto con altri”.

Riguardo alla Grecia, il neo-presidente francese ha detto: ”Farò tutto il possibile” per fare in modo che resti nella zona euro.

Sulla Banca Centrale Europea, Hollande ha detto che il suo ruolo “per contribuire a più crescita e liquidità” nell’eurozona ”farà parte delle discussioni” in sede europea.

L’Ue soffre di un ”problema di meccanismo decisionale” e deve agire al ”più presto, in modo più forte” per rispondere a problemi come la disoccupazione o l’attività economica.  ”Nell’Unione europea abbiamo un problema di meccanismo decisionale. Certo, ci sono degli strumenti che sono stati creati (…) ma dobbiamo andare più forte, più veloce”, ha dichiarato Hollande, a poche ore dall’apertura del vertice informale di Bruxelles.

”Non ci può essere solo una dimensione legata al bilancio, che è quelle scelta attraverso il trattato che conoscete (…) ma dobbiamo aggiungere un patto di crescita e anche un impegno a medio termine, gli europei devono sapere dove va l’Europa, ci deve essere una direzione politica”. E ancora: ”Se c’è sfiducia, è anche perché l’Europa, che è il nostro progetto, non ha sufficientemente risposto a un certo numero di problemi, in particolare, la disoccupazione, l’attività economica, il nostro avvenire comune”.

”Questa sera – ha proseguito – dobbiamo riflettere rispetto alle sfide economiche, come portare la crescita, alle sfide finanziarie, come portare liquidità, ma anche rispetto alle sfide politiche. Cosa a vogliamo fare insieme? E’ una questione democratica e politica di prima importanza”.