Elezioni amministrative in Ungheria: stravince il partito conservatore del premier

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 13:21 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2010 14:22

il premier ungherese Viktor Orban

Il partito conservatore del premier Viktor Orban, Fidesz, ha conseguito una vittoria senza precedenti alle elezioni amministrative ieri in Ungheria: 20 province su 20, compresa la capitale Budapest, saranno governate da candidati Fidesz. Fra le 23 grandi città solo una, Szeged, ha eletto un sindaco socialista, mentre dei 23 distretti di Budapest solo tre avranno sindaco socialista, tutti gli altri verranno dalle file del partito conservatore del premier.

Anche il sindaco di Budapest, per la prima volta da 20 anni, è un conservatore. Finora il primo cittadino della capitale era un liberale, Gabor Demszky, appoggiato però da una maggioranza socialista.

Il premier Orban ha salutato la vittoria come una conferma per la sua politica dopo l’insediamento del suo governo a maggio. L’affluenza è stata però fra le più basse degli ultimi 20 anni: il 46,6%. Gli elettori di sinistra sono rimasti a casa non avendo candidati validi da votare.

Sotto il risultato delle politiche ad aprile sono rimasti gli estremisti di destra Jobbik, 12% (17% in aprile) e i Verdi, 2,5% (6%). Jobbik ha vinto però un posto di sindaco in un piccolo comune dell’est, Tiszavasvari, dove, come ha annunciato il leader Gabor Vona, vogliono fare una ”vetrina” della loro politica sui rom.

Gli analisti sottolineano che il consenso per il partito di Orban è rimasto inalterato malgrado i conflitti con il Fondo monetario e l’Ue per le finanze dell’Ungheria, e malgrado la perdurante difficile situazione economica e le varie misure anticrisi adottate dal governo, e altre impopolari che mirano al cuore delle istituzioni democratiche mirando al controllo dei media, la procura, la corte costituzionale e anche la presidenza della repubblica.

Un altro banco di prova per il governo sarà però la presentazione la settimana prossima della finanziaria per il 2011, che prevede tagli per abbassare il deficit al 3% del pil.