Ungheria, ancora scontri tra rom ed estremisti di destra

Pubblicato il 18 Novembre 2009 18:48 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2009 18:48

Rendõrség - Tömegverekedés Sajóbábonyban
La polizia resta in massima allerta da quattro giorni nella città di Sajobabony (Ungheria nord), cinta da cordoni di sicurezza, dopo i violenti scontri scoppiati fra gruppi di rom, abitanti e l’organizzazione paramilitare di estrema destra Guardia ungherese. La Guardia, vietata da sei mesi da un pronunciamento del tribunale, era arrivata nella città per proteggere un comizio del partito di estrema destra Jobbik. I rom locali hanno cercato di cacciare via gli estremisti e sono scoppiati disordini. La polizia è intervenuta fermando sei persone, tutte di etnia rom.

Al Parlamento di Budapest l’opposizione di destra accusa il governo e la polizia di essere incapaci di mantenere l’ordine pubblico. Il ministro socialista, responsabile della sicurezza nazionale, ha ribattuto dicendo che la polizia è in grado di garantire l’ordine pubblico, ma che la responsabilità ricade sugli estremisti di destra che fomentano odio contro i rom, e minacciano la convivenza civile. Le tensioni fra ungheresi e rom, che rappresentano la minoranza etnica più numerosa del Paese con il 7% della popolazione, sono fortemente aumentate negli ultimi tempi.

Alcuni commentatori parlano addirittura di guerra civile. Il partito Jobbik, con una campagna antirom, e antisemita, ha ottenuto il 15% alle elezioni europee a giugno e ormai fa campagna per le elezioni politiche del 2010 con la speranza di riuscire a entrare nel Parlamento nazionale in posizione di forza.