Ungheria. Presidente copiò la tesi di dottorato, ma non si dimette

Pubblicato il 28 Marzo 2012 16:41 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2012 17:07

BUDAPESTR – Dopo essere stato scagionato, ieri, dalle accuse di plagio, pur nella constatazione che la sua tesi di dottorato e’ stata copiata e tradotta quasi interamente da un’opera di un ricercatore bulgaro, il presidente ungherese, Pal Schmitt, ha annunciato che non intende dimettersi. L’essere stato scagionato dalle accuse di plagio, ha detto oggi all’agenzia Mti, e’ stata per lui ”una rivalsa”.

Il rapporto della speciale commissione, pubblicato ieri, ha ammesso che la tesi di dottorato del presidente, nel 1992, non era altro che la traduzione pressoche’ letterale di un altra opera dello studioso bulgaro Nicolai Gheorghiev, ma ne ha addossato la responsabilita’ a quelli che, a quell’epoca, hanno accettato con la qualifica ”cum laude” la tesi di Schmitt, presidente del Comitato olimpico nazionale (Mob), trovandola ”conforme alla prassi di allora”.

Una parte dell’opinione pubblica e i partiti di opposizione (destra e sinistra insieme) hanno preso atto con indignazione del risultato dell’inchiesta universitaria. ”Il plagio e’ stato accertato, Schmitt dovrebbe dimettersi”, hanno detto in molti, mentre il partito di governo Fidesz, in un comunicato laconico, ha fatto sapere che a suo avviso ”il caso e’ chiuso”.

La stampa ungherese dal canto suo informa ampiamente delle reazioni estere: ”Schmitt dovrebbe cominciare a scrivere, o almeno copiare, la sua lettera di dimissioni”, ha scritto con un pizzico di ironia l’Economist di Londra. A Budapest, il Nepszabadsag (liberale) sottolinea che il premier Orban ha bisogno di un servitore fedele nella carica di capo dello stato, e che puo mantenerlo senza alcuna conseguenza, ”con la vergogna sua e del Paese”.