Migranti, Lamorgese: ”Accordo per redistribuzione e rotazione dei porti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Settembre 2019 18:51 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2019 21:02
Luciana Lamorgese, Ansa

Luciana Lamorgese (foto Ansa)

ROMA – “Quello che è avvenuto è un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, annunciando di aver trovato un accordo con Malta, Francia e Germania al termine del vertice sui migranti. Vertice che si è tenuto a Malta.

Quattro i punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania hanno trovato l’accordo tra i quali la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo, non solo di coloro con lo status di rifugiato e un meccanismo di rotazione dei porti su base volontaria.

L’intero documento sarà discusso nel vertice Ue del prossimo 8 ottobre e proposto anche ai 24 paesi rimasti per ora alla finestra.

Innanzitutto, ha spiegato il ministro dell’Interno italiano Luciana Lamorgese, viene stabilita la “rotazione volontaria” (punto uno) dei porti di sbarco, non solo quando quelli di Italia e Malta sono saturi. “E questo non era scontato”, ha detto. L’accordo prevede inoltre la “redistribuzione dei migranti su base obbligatoria” con un sistema di quote che verrà stabilito quanti dei 28 Paesi dell’Ue parteciperanno all’intesa; tempi “molto rapidi” (4 settimane) per i ricollocamenti e, soprattutto, la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.

Il sistema messo a punto stabilisce che, una volta decisa la quota da ridistribuire, i migranti verranno inseriti direttamente nella banca dati del paese di destinazione, che si farà carico anche degli eventuali rimpatri, e non in quello di primo approdo.

L’intesa, ha spiegato il ministro, riguarda solo i migranti soccorsi dalle navi delle Ong e da quelle militari. Dall’accordo sono dunque esclusi tutti quei migranti che autonomamente raggiungono le coste italiane e di Malta.

 “Porteremo questa bozza ad ottobre in Europa – ha aggiunto il titolare del Viminale parlando di un obiettivo ‘ambizioso’ – perché vogliamo che sia condivisa il più possibile dagli altri paesi. Siamo partiti con il piede giusto, ci sono novità rispetto al periodo precedente sia per quanto riguarda l’accoglienza sia per il salvataggio in mare”. In sostanza, ha ribadito il ministro, c’è da parte dei paesi che hanno partecipato al vertice “un’ampia disponibilità a seguire una linea europea per affrontare il tema delle migrazioni. Quanto alle sanzioni per i paesi che non aderiranno all’accordo, Lamorgese ha ribadito che “la linea” che è emersa dall’incontro è quella di andare in questa direzione, anche se nella bozza d’intesa non c’è traccia.

“Non saremo più il Paese di primo approdo”.

 Ora l’Italia non sarà più, nei fatti, il Paese di primo approdo? “Esatto”, ha risposto la Lamorgese. Il ministro ha sottolineato che gli Stati hanno auspicato di “procedere quanto prima a rivedere le norme sul diritto d’asilo”. “Mi fa piacere dire che l’Italia non è più sola: arrivare in Italia vuol dire arrivare in Europa”, ha sottolineato. La titolare del Viminale ha quindi sottolineato che “noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa”.

“Per l’Italia oggi è una giornata importante: sono contento e faccio i complimenti al ministro Lamorgese per la dichiarazione di intenti sui migranti”.

Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Però – ha aggiunto – fatemi dire anche che la redistribuzione dei migranti non è la soluzione del fenomeno migratorio”. Il capo della diplomazia italiana ha quindi sottolineato che “la soluzione è il blocco delle partenze”, stabilizzando i Paesi di origine dei flussi. Di Maio ha detto che, al suo rientro dall’Assemblea Onu, annuncerà “importanti novità sugli accordi per i rimpatri”.