Von Der Leyen (461) più voti di Juncker, (423). Svanisce in Parlamento mito vittoria sovranista

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 Novembre 2019 14:02 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2019 19:12
Ursula Von Der Leyen (461) più voti di Juncker, (423). Svanisce in Parlamento mito vittoria sovranista

Ursula Von der Leyen nella foto Ansa

ROMA – Von Der Leyen, Ursula Von Der Leyen ha sottoposto al voto del Parlamento Europeo la sua Commissione Ue, in altri termini ha sottoposto al voto del Parlamento unitario la composizione, i nomi e il programma del futuro governo dell’Unione Europea (mandato inizia il primo di dicembre). E cosa è successo al momento del voto? E’ successo che i Sì alla Commissione Von Der Leyen sono stati 461, i No 157 e 89 gli astenuti. La precedente Commissione, quella guidata da Juncker aveva ottenuto nelle medesime circostanze 423 Sì, 209 No e 67 astenuti.

Quando si votò pro o contro la Commissione Juncker i paesi che compongono la Unione europea non erano ancora stati arati e smossi dalla vanga sovranista. Secondo cronache indisputabili quando si votò pro o contro Juncker nelle urne elettorali dei paesi della Ue, nelle rispettive pubbliche opinioni e Parlamenti e quindi di riflesso nel Parlamento europeo gli anti Ue e i cultori del “prima noi” nazione per nazione erano in numero e potenza minori di quanto non lo siano oggi che si è votato pro o contro Von Der Leyen.

Le cronache non mentono, il sovranismo è cresciuto, si è fatto più forte, orgoglioso e aggressivo, si è legato e fuso con quel che si chiama populismo e con i temi e gli uomini e le donne dell’estrema destra europea. Gli anti Ue sono di più, quelli del sangue e della terra che definiscono la diversità di un popolo dall’altro sono di più, quelli che rileggono e rivedono la storia e ne costruiscono un’altra dove il nazionalismo non porta a guerre sono di più…

Ma la narrazione pubblica, pur partendo dalle cronache, non ha raccontato il vero. La narrazione pubblica ha fatto atto e rosario di omaggio e devozione al vento che tirava e che tira. La narrazione pubblica almeno in Italia ha più volte predetto prima delle elezioni europee di maggio 2019 la valanga sovranista, la vittoria sovranista in questa consultazione. Poi, a voto concluso, ha continuato a narrarla la vittoria sovranista. Anche se non c’era stata. Dopo le Europee tutto cambierò e comanderemo noi aveva annunciato e giurato più volte Salvini. All’epoca anche di Maio cantava la stessa canzone: alle Europee i popoli ci daranno ragione e potere.

I popoli hanno votato e ora nel Parlamento che approva la Commissione Von Der Leyen plasticamente si vede come hanno votato. Le forze politiche che dovevano essere spazzate via o almeno annichilite dalla vittoria sovranista hanno numero di parlamentari tale da poter mettere insieme una maggioranza perfino più grande di quella che approvò la Commissione Juncker. Nel Parlamento della Ue, Parlamento eletto dai popoli appena ieri, è svanito (per chi vuol vedere) il mito della vittoria elettorale sovranista. 

Ursula Von Der Leyen ha accolto il risultato e il mandato prefigurando una Ue che guiderà la comunità internazionale sulla strada della messa in sicurezza da pericoli e danni del cambio climatico, una Ue capace di egemonia verde su tutto il mondo. Un altro mito? 

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.