Bundesbank, Weidmann a Draghi: “Fondi agli Stati Ue? E’ come distribuire droga”

Pubblicato il 26 agosto 2012 16:17 | Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2012 20:34
Jens Weidmann

Jens Weidmann (LaPresse)

ROMA – Finanziare gli Stati europei è come distribuire droga, non è compito della Bundesbank garantire che un paese dell’Unione resti nell’Euro. Jens Weidmann, presidente della Banca centrale tedesca, attacca la Bce guidata da Mario Draghi. Weidmann ha dichiarato allo Spiegel di battersi per un Euro forte, ma definisce poi “scabrosa” l’idea di un tetto agli spread.

Weidmann ha detto: “Non bisogna sottovalutare il pericolo che il finanziamento da parte della banca centrale possa rendere dipendenti come una droga, una tale politica è a mio giudizio assimilabile a un finanziamento degli Stati stampando moneta”.

L’idea del presidente della Bundesbank è che “in democrazia devono essere i Parlamenti, e non le banche centrali, a decidere di una tale condivisione dei rischi. La manna delle banche centrali attirerà avidità senza fine”.

E se la Grecia uscirà dall’Euro? Per Weidmann sarà importante che “non si verifichi un’ulteriore perdita di fiducia nell’unione monetaria e che gli obblighi derivanti dai programmi di aiuti mantengano la loro credibilità”.

Nemmeno l’idea del governo italiano di un tetto allo spread è risparmiata da Weidmann: “Fissare i tassi di inflazione per i titoli di Stato è per me un’idea scabrosa. Non credo di essere il solo ad avere mal di pancia al riguardo”. Weidmann ha poi detto: “Irlanda e Portogallo hanno già ottenuto rimarchevoli progressi con le loro riforme, valuto positivamente anche le misure prese in Spagna e in Italia. Ciò su cui non sono d’accordo – ha precisato – è il fatto che in questa crisi qualcuno vuole far credere che sia solo la banca centrale a poter impedire un aumento dei tassi di interesse considerato critico. Il modo migliore per ridurre durevolmente lo spread è la decisa applicazione delle promesse e degli accordi”.

Il presidente della Bundesbank accusa poi la Bce di correre il rischio di creare nuovi problemi: “Non sono stato affatto il solo a giudicare criticamente l’acquisti di bond compiuti finora. E in questo modo la Bce non può risolvere durevolmente i problemi, corre invece il rischio di crearne di nuovi”.

Weidmann ha dichiarato: “Sapevo quale situazione mi attendeva, ma sono convinto che valga la pena di battersi per la stabilità monetaria e per il successo dell’euro a lungo termine – ed ha aggiunto, dopo essere stato l’unico a votare contro l’eventuale attivazione di un piano di acquisto illimitato di Bond proposto dalla Bce – . Il modo migliore di svolgere il mio compito è di restare in carica. Voglio lavorare affinchè l’euro resti forte come era il marco”.

Parlando del suo pubblico dissenso per la discussione interna alla Bce Weidmann ha detto allo Spiegel: “Il Consiglio direttivo della Bce non è un politburo”. Poi il presidente della Bundesbank ha negato di aver ricevuto una chiamata dal presidente americano Barak Obama: “Non ho ricevuto alcuna telefonata dal presidente Obama. Io parlo al telefono – ha aggiunto – con il segretario al Bilancio Timothy Geithner”.