Wikileaks, carte segrete missione Ue Libia: forza militare per fermare migranti

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Maggio 2015 16:45 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2015 16:45
Wikileaks, carte segrete missione Ue Libia: forza militare per fermare migranti

Wikileaks, carte segrete missione Ue Libia: forza militare per fermare migranti

BRUXELLES – Operazione militare, e non di polizia, con azioni anche di terra per colpire gli scafisti in Libia e fermare l’esodo dei migranti. E non si esclude l’allargamento dell’operazione alle riserve di petrolio. E’ quanto si legge nei documenti riservati sulla missione Ue in Libia, di cui è entrata in possesso Wikileaks e rivelati in esclusiva dal settimanale l’Espresso.

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Nelle raccomandazioni dei militari alla missione Eunavfor Med, che avrà il suo quartier generale a Roma e sarà comandata da un italiano, l’ammiraglio Enrico Credendino, si legge che:

“E’ necessario calibrare l’attività militare con grande attenzione, particolarmente nelle acque interne libiche o a terra, per evitare di destabilizzare il processo politico con danni collaterali (morte di civili, ndr), colpendo attività economiche legittime, o creando la percezione di aver scelto una parte”.

In particolare EunavFor Med dovrebbe

“provvedere alla protezione dei mezzi operativi di Frontex, se richiesto in situazioni di pericolo, dovute alla presenza di trafficanti armati”.

In pratica il documento prevede esplicitamente operazioni a terra, come già ventilato dal quotidiano britannico The Guardian. Tra i pericoli cui i militari potrebbero andare incontro si parla espressamente di

“forze ostili, come estremisti o terroristi come lo Stato Islamico. La minaccia che scaturisce dalla gestione di un grande volume di migranti deve essere presa in considerazione”.

Il protocollo inoltre precisa che si richiederanno

“regole di ingaggio robuste e riconosciute per l’uso della forza, in particolare per il sequestro di imbarcazioni in caso di resistenza, per la neutralizzazione delle navi dei trafficanti e dei loro beni, per situazioni specifiche come il soccorso di ostaggi”.

Nel documento infine si suggerisce di non “pubblicizzare le operazioni di salvataggio per evitare di incentivare” gli arrivi. Si teme infatti che più navi in mare che prestano soccorso possano scatenare un fattore richiamo. E si suggerisce, al contrario, una corretta informazione sull’uso della forza perseguito:

“La strategia deve evitare di suggerire che il focus è il soccorso dei migranti in mare ma sottolineare che l’obiettivo dell’operazione è distruggere il modello di business dei trafficanti”.