Zoe Kostantopoulou, la “Boldrini greca” non si arrende al sì e fa ostruzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 11:13 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 11:13
Zoe Kostantopoulou, la "Boldrini greca" non si arrende al sì e fa ostruzione

Zoe Kostantopoulou, la “Boldrini greca” non si arrende al sì e fa ostruzione

ATENE – Zoe Kostantopoulou, la “Boldrini greca” non si arrende al sì e ritarda il voto. Avvocatessa e figlia di partigiano, pasionaria del no all’accordo con l’Europa e antagonista di Tsipras in una Syriza sull’orlo della disintegrazione, Zoe Kostantopoulou, presidente del Parlamento greco, ha tutti gli strumenti legali in mano per ritardare il più possibile la ratifica dell’intesa con i creditori e l’impressione è che lo farà.

La più seria minaccia ostruzionistica giunge quindi dallo scranno più alto. Zoe non ha rinunciato al suo posto nonostante le pressanti richieste di dimissioni dei suoi colleghi di partito, ha fama di essere maestra della dilazione, espertissima nell’allungare i tempi procedurali come quando era avvocato di grido, “nostra signora cavillo pensaci tu”, è il ritratto di Marco Imarisio sul Corriere della Sera.

La fama di ostruzionista arriva da lontano. Nel 2013 fu accusata da quattro turiste canadesi e australiane vittime di abusi sessuali di usare ogni mezzo di natura procedurale per ritardare il processo contro i presunti colpevoli, alcuni giovani greci da lei difesi. Konstantopolou è stata anche denunciata alla Commissione europea dei diritti umani. I fatti risalgono al 2007. La prima udienza si è tenuta nel marzo del 2015. Quando Stavros Teodorakis, il capo di Potami, ha citato la vicenda, gli ha spento il microfono. (Marco Imarisio, Corriere della Sera).