«Ecco la società che pagava i favori»

Pubblicato il 10 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010 12:00

da: Corriere della Sera

Fatture fiscali, contratti di consulenza, lettere di incarico: puntano alla «Medea» i nuovi accertamenti avviati dai magistrati di Perugia. Perché è dietro questa società dell’ imprenditore Diego Anemone che sarebbero stati «schermati» i rapporti illeciti con i funzionari che gestivano i Grandi eventi. E addebitati i costi dei voli privati, degli arredi, e degli altri regali elargiti per aggiudicarsi gli appalti milionari. L’ ordinanza del giudice Paolo Micheli che ha negato la scarcerazione allo stesso Anemone, al presidente del consiglio superiore dei Lavori pubblici Angelo Balducci e al delegato per la missione G8 alla Maddalena Mauro Della Giovampaola, ricostruisce i rapporti illeciti tra pubblico e privato. Svela in che modo quest’ ultimo sia riuscito a ricoprire il doppio ruolo di consulente per la struttura e per Anemone in modo da garantire a lui il massimo risultato. E poi evidenzia il pericolo che, se rimessi in libertà, gli indagati possano inquinare le prove influendo su eventuali testimoni. La scelta di Balducci Scrive il giudice: «Guarda caso, per il primo incarico concernente i lotti 1 e 2 (del vertice internazionale che era stato organizzato in Sardegna, ndr) le produzioni difensive dimostrano come ad ausilio del Rup, il responsabile unico del procedimento, fosse stato designato non l’ ingegner Della Giovampaola come tale, bensì in quanto rappresentante della “Medea Progettazioni e Consulenze srl”, dicitura che nelle lettere di incarico successive sparisce, rimanendo…

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