«In Italia nessuno rispetta più le regole Anche dai magistrati scelte allarmanti»

Pubblicato il 20 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2010 12:00

da: Corriere della Sera

«Viviamo in uno stato di allarme continuo. I fatti, o meglio le notizie che continuamente riceviamo, non fanno altro che evidenziare un conflitto permanente tra istituzioni dello Stato. Esecutivo, Parlamento e la stessa magistratura, paiono essere in una competizione senza fine. Nessuno si sente responsabile delle proprie parole e dei propri atti, ripeto, magistratura compresa. E quel che è peggio prevale una filosofia del piagnisteo, figliastra povera di quell’allarme che ci rende incapaci di uscire da una situazione che a essere gentili è di evidente stallo».

Guido Rossi non nasconde il fastidio e la preoccupazione con la quale assiste al dipanarsi di scandali che uno dietro l’altro si rincorrono.
«Viviamo in uno stato di eccezione che giustifica l’assenza totale del rispetto delle regole. Situazione pericolosa che già delineò Carl Schmidt ».

C’è solo da sperare che il paragone non sia con gli anni Trenta del secolo scorso… In quegli anni si misero i germi di una guerra mondiale, dell’Olocausto. Non è un’esagerazione?
«Ovviamente non mi riferivo ai fatti ma a quello che diceva Schmidt. Vale a dire che uno stato di eccezione fa sì che le regole possano…

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