25 aprile, Napolitano all’Altare della Patria. Renzi: “Viva l’Italia libera”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Aprile 2014 10:59 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2014 11:46
Via alle celebrazioni per il 25 aprile. Renzi, 'viva l'Italia libera'

Napolitano al Vittoriano per cerimonia (foto Ansa)

ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto, all’altare della Patria, nell’ambito delle celebrazioni del sessantanovesimo anniversario della Liberazione dal Nazifascimo.

Alla cerimonia ha partecipato il presidente del consiglio Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso e il vice presidente della Camera, Roberto Giachetti. Presenti inoltre il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il sindaco di Roma Ignazio Marino, il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, il prefetto Giuseppe Pecoraro e il questore Massimo Maria Mazza. A margine della cerimonia si è svolto un breve colloquio tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del consiglio Matteo Renzi. Il Capo dello Stato ha parlato al presidente del Consiglio che ha annuito a lungo.

Renzi, al termine del colloquio con Napolitano, si è intrattenuto anche con Roberto Giachetti, vice presidente della Camera, autore ieri della lettera con la quale invitava il premier a valutare l’ipotesi di tornare alle urne. “Tanti auguri, buon 25 aprile a tutti”, ha poi detto il Renzi salutando la folla che si è accalcata attorno all’altare della Patria. Tra strette di mano e high-five con i più giovani, ha trovato anche il tempo di scherzare con un ragazzino con occhiali dalla montatura viola: “Begli occhiali quelli”.

Quanto alla festa del 25 Aprile, Renzi di buon mattino ha twittato: “Viva l’Italia libera. Un grazie ai ribelli di allora – scrive Renzi – . Scorrono i loro nomi; Silvano, Eda, Giorgio, Liliana, Elia e tanti altri. Viva l’Italia libera #unamattina”. In intervento sull’Unita’, dal titolo “Le radici dell’ottimismo”, il premier scrive: “Ci sono ancora occhi che, oggi, possono testimoniare cio’ che accadde ieri. Alcuni sono stati rintracciati e fotografati settant’anni dopo: sono occhi,volti, rughe e ombre di chi scampo’ alla strage di Sant’Anna di Stazzema. Occhi che hanno visto razzie, morte, devastazioni. Ma non si sono arresi alla violenza e hanno vissuto per costruire un futuro di libertà, non di vendetta”.

“L’Italia che oggi ha lo sguardo fiero è quella uscita settant’anni fa da tragedie, lutti e indicibli sacrifici – scrive ancora Renzi – . Ed è a quanto è costato a tutti il percorso per arrivare sin qui che penso quando penso al 25 aprile. E penso, ancora, al fatto che un Paese in grado di rialzarsi da quelle macerie e ricostruirsi cosi’, è un Paese in grado di affrontare e superare tutto. Tutto. Il volto di oggi e’ stato pagato a caro prezzo ieri”. E scrive ancora Renzi, “forse è arrivato anche il momento di capitalizzare quei sacrifici: l’Italia del 25 aprile non e’ quella di una parte ma quella di tutti (abbiamo combattuto assieme per riconquistare la liberta’ per tutti: per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro, come diceva Arrigo Boldrini). E’ grazie a quel passato che oggi possiamo immaginare il nostro futuro e immaginarlo con fiducia: l’ottimismo – conclude Renzi – che deve accompagnarci non e’ dunque un auspicio, un io-speriamo-che-me-la-cavo ma e’ la certezza di poter contare su radici come queste. Da li’ arriviamo. Dall’aver scelto di ripartire dalla libertà. Dall’aver scelto di ripartire insieme”.

Giorgio Napolitano,  ha ricordato l’impegno “degli italiani che uscivano dalle dure vicende della guerra fascista e riprendevano le armi per liberare l’Italia”. “E non mancò l’apporto delle donne”, sottolinea. “Furono uniti dallo stesso fondamentale obiettivo di futuro di pace per il quale serviva la mobilitazione armata. Non c’era spazio per una mobilitazione inerme alla pace. La scelta combattente risultò decisiva per restituire dignità all’Italia”.