Perché in Lazio la destra punta su Parisi? A Milano nemmeno Belen riuscì a sollevarlo…

di Silvia Cirocchi
Pubblicato il 24 gennaio 2018 6:27 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 21:57
STEFANO-PARISI

Stefano Parisi (foto Ansa)

ROMA – Ogni possibile scelta sbagliata è stata fatta nel Lazio. Il centrodestra ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Ne è la riprova l’ultima indiscrezione che vede la coalizione convergere nel Lazio su Stefano Parisi come candidato unitario. È lo stesso Parisi che a suo tempo fu proposto come sindaco di Milano e che perse nel titanico confronto con Giuseppe Sala. Nemmeno il sostegno di Belen Rodriguez, scesa in campo al suo fianco, valse portarlo alla vittoria. Ora va bene come candidato presidente nella Regione della Capitale- Non è un po’ come mandarlo allo sbaraglio, qualificandolo e squalificandolo come uomo adatto a tutti i ruoli e a tutte le stagioni. Cioè un perdente designato,

Quando il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha ufficializzato la sua candidatura le reazioni sono state diverse, dall’appoggio di Salvini alla freddezza della Meloni alla quasi contrarietà di Berlusconi. Fin da subito il sindaco allenatore è stato visto dall’ala moderata del centrodestra come un valido sindaco di un piccolo comune, ma incapace di governare una regione come il Lazio.

Di qui il tentativo di convergere su di un altro candidato che potesse in qualche modo accontentare tutti. Ma è possibile accontentare tutte le anime della coalizione? Beh partiamo da quello meno problematico, Matteo Salvini. Il “capitano” nella trattativa non ha voluto mettere il cappello al candidato nè tantomeno rivendicarne l’appartenenza politica, nel gioco delle trattative quello che voleva lui l’ha ottenuto: Attilio Fontana candidato presidente in Lombardia. Di conseguenza è disposto ad accettare qualunque nome proposto con l’auspicio che sia un candidato unico.

Su Giorgia Meloni arrivano i primi problemi. La Meloni sa che il suo peso a livello nazionale è decisamente inferiore ai due colleghi leader degli altri partiti interni allo schieramento, ma rivendica la pesantezza numerica di voti di Fratelli d’Italia nella regione Lazio, quindi ecco spuntare il nome di Fabio Rampelli che però non sfonda e non trova sostegno.

Tocca a Silvio Berlusconi che cambia idea di continuo o meglio non riesce proprio a prendere una decisione. Pirozzi no, Pirozzi si, anzi Pirozzi no. Meglio Maurizio Gasparri, che probabilmente tra tutti i nomi messi sul tavolo per competenza e dedizione politica sarebbe stata la scelta migliore, ma anche qui i problemi non mancano. Gasparri è pur sempre un ex AN, quindi ecco intervenire Antonio Tajani che cerca di convincere Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del TG1 a candidarsi per il centrodestra. Invito declinato ma non del tutto, visto che in queste ultime ore il suo nome è ricominciato a circolare.

Insomma, il problema principale, inutile nasconderlo, è che Sergio Pirozzi non si ritirerà dalla corsa a presidente, sancendo di fatto che nessun candidato del centrodestra potrà essere vincente e servendo su un piatto d’argento la riconferma alla Pisana a Nicola Zingaretti. In alternativa, l’elezione del candidato a 5 stelle, sub specie di Roberta Lombardi.

Occorre trovare qualcuno che accetti una candidatura perdente in partenza. Parisi probabilmente farebbe carte false per essere candidato, anche se con la sconfitta già in tasca, visto l’anonimato in cui è caduto. Ma può il centrodestra decidere di farsi così del male agli occhi dei propri elettori?

In queste ore è in corso ad Arcore il vertice convocato da Silvio Berlusconi per dare il via libera alle liste azzurre per le prossime elezioni politiche e risolvere il ‘nodo’ della candidatura del Lazio. Una riunione convocata sin da questa mattina ed iniziata intorno alle 13 e che con ogni probabilità andrà avanti anche mercoledì se non si arriverà ad una fumata bianca. Sul tavolo oltre al nome di Parisi, restano quelli di Maurizio Gasparri e Fabio Rampelli sui quali però all’interno della coalizione permangono dei veti incrociati.

Mancano una manciata di giorni alla scadenza del termine per presentare le liste. Il centrodestra vincerà probabilmente le prossime elezioni politiche, ma nel Lazio ha deciso di regalare la vittoria agli avversari, ad oggi questa sembra l’unica cosa certa.