Rai, Gasparri: Ascolti in calo, più fiction e meno Fazio

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 13 maggio 2019 7:58 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2019 9:27

di Marilena D’Elia

Roma– “La Rai medita programmi di riorganizzazione che in Commissione vigilanza valuteremo attentamente perché non ci convincono affatto, ma nel frattempo tollera comportamenti che la danneggiano profondamente. C’è qualche strategia interna, che non comprendiamo, tesa ad attuare una vera e propria guerriglia ai danni di Rai 1? Così riferiscono testate e blog specializzati.” Dice il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Commissione di vigilanza Rai.

Tra i cambiamenti annunciati dal piano industriale della Rai 2019-2021 approvato il 6 marzo l’azienda prevede un modello per generi: fiction, intrattenimento, informazione, cultura, sport che sostituirà il modello attuale – verticale e per media che risale alla riforma del 1975- cioè per reti e testate radiotelevisive, web, canali tematici.

Si legge infatti nel comunicato Rai del 6 marzo che tra gli obiettivi del Piano è prevista “l’elaborazione di contenuti pensati per piattaforme digitali e un’organizzazione e una cultura della Rai focalizzate sul prodotto e sulle aspettative del pubblico. In questa prospettiva si vanno a costituire le direzioni “orizzontali”: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti.”

Continua il senatore forzista

“Rai 1 ha spesso battuto la diretta concorrenza con programmi di successo, ma in questi giorni è stata sconfitta perché alcune protagoniste della vita Rai, come Mara Venier e Raffaella Carrà, sono andate ad esibirsi nei programmi della concorrenza. In queste occasioni la televisione pubblica, spesso vincente in questi confronti, è stata sconfitta. Ma quale azienda si comporterebbe in questo modo autolesionistico?”

E ancora domanda Gasparri

“ Perché poi sono state ‘rifilate’ alcune fiction dagli esiti disastrosi a Rai 1? Perché si continua a sperperare una montagna di soldi per Fazio che ha fatto precipitare, questo per la verità accade da anni, gli ascolti della domenica e del lunedì della principale rete?

E a proposito del conduttore televisivo della Rai Fabio Fazio dice il senatore

“Il presidente della Rai avanza, anche se in maniera diplomatica, delle critiche a Fazio. Parli chiaro. Fazio ha ucciso gli ascolti della prima serata della domenica di Rai 1. Basta vedere i dati del passato, quando in quello spazio la Rai trasmetteva delle fiction. È stata misteriosa, incomprensibile, tutta da chiarire la decisone che a suo tempo la Rai prese di spostare Fazio da Rai 3 alla prima serata di Rai 1. Uno sperpero di risorse. Uno scandalo continuo. Fazio va tolto non solo da Rai 1 ma da tutta la Rai, per la sua faziosità, l’informazione tendenziosa che diffonde, i costi spropositati che gestendo la produzione genera a suo beneficio a carico della Rai e dei cittadini che pagano il canone. Inoltre, ribadisco, tutto questo avviene avendo ucciso i dati di ascolto della domenica sera di Rai 1. Ma chi ha protetto Fazio? Chi c’è dietro di lui per consentirgli questo festival costosissimo a spese della Rai e degli italiani? Foa alzi ancora un po’ di più la voce. Non è un osservatore, ha un ruolo importante ed è stato eletto con un voto molto sofferto della Commissione di vigilanza per garantire almeno il cambiamento di alcune logiche dello sperpero.”

E conclude

“La Rai invoca aggiustamenti e rilanci, ma poi finisce per massacrare la propria principale rete. Decisioni operative rinviate, confusioni alimentate. La Rai ha ben diritto a reclamare attenzione  e rispetto, ed io sono convinto che si debba difendere il ruolo fondamentale del servizio pubblico.”

Il comunicato Rai del 6 marzo sul Piano industriale 2019-2021

Il Consiglio di Amministrazione Rai si è riunito questa mattina in Viale Mazzini, presieduto da Marcello Foa. Il Cda ha esaminato e approvato il Piano industriale 2019-2021, che pone al centro i contenuti e le esigenze degli utenti, colmando il gap digitale accumulato rispetto al settore e venendo incontro agli obblighi del contratto di servizio.    
L’AD Fabrizio Salini ha illustrato ai consiglieri di amministrazione e al Collegio sindacale le principali linee d’azione del Piano, che tiene conto del processo di digitalizzazione dei media, del mutato scenario competitivo e dell’evoluzione delle abitudini di consumo degli utenti, in particolare delle giovani generazioni, alla luce di una moderna interpretazione del ruolo di servizio pubblico.
Tra gli obiettivi del Piano, l’elaborazione di contenuti pensati per piattaforme digitali e un’organizzazione e una cultura della Rai focalizzate sul prodotto e sulle aspettative del pubblico. In questa prospettiva si vanno a costituire le direzioni “orizzontali”: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti. Le direzioni di contenuto definiranno l’offerta nell’ambito del proprio genere, ottimizzando l’impiego di risorse in base all’evoluzione della domanda degli utenti e al fabbisogno delle diverse piattaforme, in ottemperanza alle previsioni del contratto di servizio e alla tutela dell’identità culturale del Paese.
Le reti saranno organizzate sotto la Direzione distribuzione, che avrà il compito di indirizzare, coordinare e armonizzare la programmazione complessiva. 
Come previsto dal Contratto di servizio, l’offerta sarà ampliata attraverso un canale in lingua inglese, con un palinsesto basato su produzioni originali, contenuti provenienti da archivi Rai, spazi informativi e eccellenze cinematografiche italiane sotto-titolate. Il canale in inglese sarà prodotto e distribuito da Raicom.
Il Piano introduce inoltre un canale istituzionale, allo scopo di avvicinare cittadini e istituzioni, promuovendo la conoscenza delle stesse tramite un palinsesto dedicato.
All’interno della strategia multipiattaforma, sarà potenziato e valorizzato il ruolo della radio e la relativa offerta, attraverso un’attenta definizione dei target per una fruizione autenticamente multimediale.
Per quanto concerne l’informazione, il Piano prevede di mantenere i brand di punta dell’informazione Rai e di potenziare il Polo all news con la creazione di una testata multipiattaforma che integri Rainews, rainews.it, TGR e Televideo. 
Il Piano è improntato alla promozione e al rafforzamento del pluralismo e della coesione sociale.
Il Piano è stato approvato con cinque voti favorevoli e due contrari.