3200 vitalizi, la vergogna dei soldi a vita dei consiglieri regionali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 11:59 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 12:41
3200 vitalizi, la vergogna dei soldi a vita dei consiglieri regionali

A Ciccilolina, duemila euro al mese di vitalizio

ROMA – 3200 vitalizi, la vergogna dei soldi a vita dei consiglieri regionali. I vitalizi, le pensioni destinate a chi è stato consigliere regionale anche solo per pochissimo tempo e pur non avendo raggiunto i requisiti anagrafici del resto dei comuni mortali, gravano sulle casse delle Regioni per 170 milioni di euro all’anno (3200 vitalizi), una cifra ben superiore agli stipendi dei consiglieri attivi. Una zavorra che rischia di far saltare i bilanci mentre inibisce spese più produttive.

Più privilegio che diritto acquisito (lo stop ai vitalizi d’oro per ora vale per quelli futuri) visto che è un prodotto di leggi che i consiglieri regionali hanno pensato per se stessi, il vitalizio è “tombale” perché l’assegno dura fino alla morte e più (con le pensioni di reversibilità) ma è stato maturato con qualche seduta nei parlamentini e già a 50 anni era esigibile dai baby-pensionati di ultima generazione. Sulla questione dei “privilegi acquisti”, dal Governo si attende una stretta non solo per motivi di bilancio ma anche per dignità etica.

Solo nel Lazio (la Regione che permette ancora il pensionamento a 55 anni e di calcolare l’indennità considerando anche la diaria, cioè la spese per i trasferimenti quotidiani) si stima che i vitalizi passeranno dagli attuali 270 a 314 nel 2016. È quasi impossibile fare una media nazionale delle indennità. Ne “La casta invisibile delle Regioni”, Pierfrancesco De Robertis scrive che in media, con una consiliatura, si prendono 2.500 euro al mese, che salgono a 4.500 con due. Per gli ex governatori si superano i 5 mila euro. (Roberto Mania, La Repubblica)

Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti (Scelta Civica) annuncia nuove misure per il 10 ottobre anche per rendere omogenei i trattamenti (ogni Regione ha fatto come voleva) e magari tararli sul più equo e sterilizzare in anticipo l’efficacia degli inevitabili ricorsi dei consiglieri toccati nel portafoglio assistito.

Proporremo di  ridurre da subito la spesa per i vitalizi, pagando, dal momento dell’approvazione della legge, solo quelli di chi è stato consigliere per più di 10 anni e unificando in un solo vitalizio i diversi trattamenti di chi è stato consigliere regionale, parlamentare ed europarlamentare. Per fare sul serio proporremo una legge di rango costituzionale, cioè approvata con 4 letture, contro la quale dunque non si potranno presentare ricorsi alla Corte Costituzionale sui cosiddetti diritti acquisiti. (Enrico Zanetti, intervista a Il Messaggero)