Aborto e appello Cei, Livia Turco: “Parole profonde”. Giorgia Meloni: “Richiamo a coerenza”

Pubblicato il 23 Marzo 2010 10:06 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2010 10:06

«Se anche questo fosse l’intento, e io non lo credo, la gente vota sulla base della propria coscienza e gli italiani hanno dato prova di avere un approccio maturo». E’ quanto ha affermato il capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, Livia Turco, commentando l’ipotesi che l’invito del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, a dare alle prossime elezioni regionali un voto che sia anche contro l’aborto, rappresenti una indicazione verso Renata Polverini nel Lazio.

Livia Turco ha  invitato a leggere “per intero” le parole del presidente della Cei. Sull’invito alla moralità della politica, ha  spiegato, «credo che la Bonino abbia molte più carte in regola rispetto alla Polverini». Sul monito del card. Bagnasco sull’aborto, comunque, Turco ha affermato di non vedere «significative novità, è la posizione tradizionale della Chiesa» mentre sull’impegno della Bonino proprio in tema di aborto e maternità, Turco ha ricordato che «i governi di centrosinistra hanno fatto moltissimo per la prevenzione dell’aborto e la tutela sociale della maternità ed Emma farà moltissimo nel Lazio. Mentre il Pdl di prevenzione dell’aborto –  ha sottolineato – non parla neanche più».

Dal canto suo Giorgia Meloni, ministro della Gioventù,  in una intervista al Corriere della Sera ha rilevato invece che quello del card. Bagnasco è un giusto appello alla coerenza. Quello che fa il presidente della Cei, ha affermato «é richiamare noi politici ad essere coerenti con certi valori, il che mi sembra fondamentale per spazzar via questa brutta aria di qualunquismo per cui i politici sono tutti uguali o comunque dicono una cosa e fanno il contrario».

«Chi si ispira a valori cristiani –  ha osservato Meloni – dovrebbe dare il buon esempio sempre, fermo restando che siamo tutti esseri umani e possiamo sbagliare». Per questo, ha aggiunto, «è giusto che gli elettori scelgano candidati coerenti, che se si ispirano ai valori della Chiesa, poi li mettono in pratica».