Aborto/ La Ru486 potrà essere commercializzata in Italia. Il Vaticano va all’attacco: “Scomunica per chi la assume e per chi la prescrive”

Pubblicato il 30 Luglio 2009 19:13 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2009 23:49
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La nuova pillola abortiva Ru486

L’Aifa ha deciso: la pillola abortiva Ru486 potrà essere commercializzata in Italia. L’Agenzia italiana del farmaco ha approvato a maggioranza l’adozione della Ru486. La pronuncia dell’Aifa ha seguito una giornata densa di polemiche. 

Se l’Osservatore Romano affronta il nodo della pillola abortiva riportando le preoccupazioni espresse dalla sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ovvero sull’incolumità delle donne che la assumeranno, il Vaticano spinge sull’acceleratore.

E monsignor Elio Sgreccia,presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita,assicura che l’uso della pillola in questione comporterà la scomunica per le donne che vi fanno ricorso così come per i medici che l’hanno prescritta perché la sua assunzione è analoga a tutti gli effetti dell’aborto chirurgico, con in più il pericolo per le donne.

«Dal punto di vista canonico è come un aborto chirurgico» sottolinea il vescovo. «L’assunzione della Ru486 equivale ad un aborto volontario con effetto sicuro, perché se non funziona il farmaco c’è l’obbligo di proseguire con l’aborto chirurgico. Non manca nulla. Cosa diversa è la pillola del giorno dopo, che, pur rivolta ad impedire la gravidanza, non interviene con certezza dopo che c’è stato il concepimento. Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo».

«C’è, inoltre -continua Sgreccia – un’aggravante che dovrebbe far riflettere anche chi appoggia la legalizzazione dell’aborto chirurgico, ed è il rischio per la madre. Più di venti donne sono morte per effetto della somministrazione di questa sostanza. Questo farmaco assume, quindi, la valenza del veleno. È una sostanza non a fine di salute, ma a fine di morte».