Accordo Bersani-Vendola, primarie di coalizione. Alleanza con l’Udc se ci sta

Pubblicato il 12 Ottobre 2010 15:01 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2010 20:38

Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola

Tra Pierluigi Bersani e Nichi Vendola il patto è fatto. C’è dunque il via libera per le primariedi coalizione dopo mesi di tira e molla e il  ”cantiere” del centrosinistra è così aperto. Questo l’esito del pranzo tra il segretario del Partito democratico e il leader di Sinistra ecologia e libertà in un ristorante del centro di Roma.

“Faremo le primarie di coalizione – ha spiegato Bersani – le abbiamo inventate noi e ci teniamo molto”. Il leader del Pd ha negato che nell’incontro i due abbiano annunciato la candidatura: ”Non ne abbiamo parlato perché non si mette il carro davanti ai buoi, da oggi ci consulteremo sui programmi per costruire una grande piattaforma per l’alternativa a partire dal tema del lavoro”.

Il patto di consultazione, come Bersani e Vendola hanno definito l’intesa raggiunta, è mirato ”a costruire con incontri e programmi un progetto per il Paese per offrire una grande piattaforma per l’alternativa”. Un patto che, ha spiegato il leader Pd, lo porterà nei prossimi giorni a incontrare gli esponenti degli altri partiti del centrosinistra. Progetto che Vendola condivide senza però impiccarsi alle formule: ”Non sono entrato nel nuovo Ulivo né ci entro ma serve uno sforzo di innovazione culturale del centrosinistra, un confronto sull’agenda e le formule mi interessano poco. Bisogna tessere la tela del confronto perche’ si tratta di dare coraggio alla nostra gente”.

”Da oggi abbiamo il dovere di parlarci per mettere in campo una strategia di salvezza per il Paese. Dobbiamo cercare un punto di unità per dare speranza all’Italia”. Il governatore pugliese spiega così l’intesa raggiunta con Bersani, che a sua volta parla di un ”significativo passo avanti per impegnarci insieme a dare un’alternativa all’Italia”.

Entrambi si sono rivolti all’Udc per chiedere un confronto in vista di una costruzione di un’alternativa a Berlusconi. Fino a poco tempo fa il Pd era dubbioso su un’eventuale alleanza con Vendola proprio per paura di perdere l’Udc. ”Di fronte ad un passaggio epocale – ha affermato Vendola – serve una grande costruzione politica, è miope chi dentro i palazzi esercita veti. Io non metto veti ad altri, chi vuole portare valore aggiunto al ‘cantiere’ del centrosinistra è benvenuto”. Bersani ha rinnovato l’invito al dialogo all’Udc e ribadito la sua road map: ”L’alternativa è da costruire con le forze di centrosinistra che stringono un patto di governo per il cambiamento”.

Un ”governo di scopo” per riformare la legge elettorale e poi andare ”rapidamente” alle urne. E’ il cammino sul quale oggi si sono trovati d’accordo il segretario del Pd e il governatore della Puglia. ”Bisogna immaginare – ha affermato Vendola – un governo di scopo per una nuova legge elettorale per poi portare il Paese fuori dal pantano”. Percorso condiviso dal leader Pd: ”Gli obiettivi fondamentali del Pd – ha detto Bersani – sono mettere in sicurezza la democrazia e costruire un’alternativa di governo. La messa in sicurezza della democrazia la facciamo con tutti. L’alternativa e’ invece da costruire con le forze di centrosinistra per stringere un patto di governo”. Bersani ha garantito che il governo tecnico avrebbe una durata breve ”per poi andare rapidamente al voto e per quanto ci riguarda alle primarie nelle quali i cittadini decidono chi meglio può sconfiggere Berlusconi”.

REAZIONE UDC Per ora dai centristi non sembrano arrivare segnali positivi. ‘Ognuno è libero di fare come gli pare. Bersani deve essere coerente e deve decidere. Non si può alleare con tutti, deve fare delle scelte”. Savino Pezzotta, deputato dell’Udc, in un’intervista ad Affaritaliani.it critica una possibile alleanza tra il Pd e Vendola. ”Sarà problematico – aggiunge Pezzotta – trovare delle intese con i democratici. Noi non entriamo in un nuovo Ulivo. Valuteremo senza timori e nel caso di elezioni correremo da soli. L’elettorato quando ci presentiamo da soli in contrasto con questo bipolarismo strano ci premia. Il problema è come dare una governabilità a questo Paese mentre si continua a parlare di alleanze. La domanda è : per quale motivo ci si allea? Con quale programma? Con quali idee? E’ questo – conclude Pezzotta – il tema che sfugge a tutta la politica sia al centrodestra che al centrosinistra”.