Aerei di Stato: Berlusconi indagato per abuso d’ufficio. Un favore più che un fastidio per il finale di campagna elettorale

Pubblicato il 4 giugno 2009 15:06 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2009 15:14

Lo scrivono sia Giuseppe D’Avanzo su Repubblica, quindi la firma e il quotidiano più critici verso Berlusconi, che Marcello Sorgi su La Stampa, quindi una firma e una testata non accusabili di “antiberlusconismo”. E cosa scrivono entrambi? Che l’iscrizione di Silvio Berlusconi come indagato per “abuso d’ufficio” per la storia di cantanti e ballerine che vanno in Sardegna in compagnia del premier sull’aereo di Stato è un assist a Silvio nella parte finale della campagna elettorale.

Assist perchè così Berlusconi può aggiungere un altro grano al rosario dei provvedimenti giudiziari contro di lui che partono a un passo dal voto e finiscono nel vuoto. Finirà infatti nel vuoto anche questo per l’esiguità del reato ipotizzato, abuso d’ufficio e non peculato. Ma soprattutto non c’era alcun bisogno di questo “atto dovuto”. Bastava esaminare le foto all’aeroporto di Olbia e poi decidere senza dichiarare “indagato” il premier. E non era certo urgente l’iscrizione a tre giorni dal voto.

Insomma stavolta la “giustizia a orologeria” che il centrodestra sempre lamenta ha scandito un’ora e un rintocco favorevole al premier. Particolare forse non indifferente: il giudice è lo stesso che ha sequestrato le foto su istanza di Berlusconi. Sarebbe buona regola non pensare che i giudici pensino ad altro che all’applicazione della legge. Sarà stato così anche questa volta, resta il fatto che a destra nessuno stavolta si è lamentato, perché?