Affile, monumento al generale Graziani: condannati sindaco e assessori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 novembre 2017 12:48 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2017 12:48
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Affile, monumento al generale Graziani: condannati sindaco e assessori

ROMA – Affile, monumento al generale Graziani: condannati sindaco e assessori. Apologia del fascismo. Questa l’accusa con la quale il tribunale di Tivoli ha condannato il sindaco e due assessori della giunta di Affile, comune della provincia di Roma, per aver realizzato il monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani.

“Ora si provveda a cancellare questa vergogna, un’offesa alla Memoria”, l’appello prima dell’Anpi e poi del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che, nel 2013, revocò i fondi stanziati dalla Regione per la realizzazione dell’opera.

Personaggio di spicco del regime, il gerarca fascista, nato nella vicina Filettino, fu generale dell’esercito regio nelle due guerre mondiali, ebbe responsabilità di comando nelle guerre coloniali, fu ministro della Guerra nella Repubblica sociale che combatteva anglo-americani e Resistenza italiana, fu inserito nella lista dei criminali di guerra dall’Onu ma mai processato per aver usato i gas contro le popolazioni africane prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per Fratelli d’Italia, invece, si tratta di “una condanna faziosa, frutto di un’accusa anacronistica provocata da un livore ideologico senza senso”. Secondo il giudice del tribunale di Tivoli, dunque, Ercole Viri e i due assessori Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni sono colpevoli e dovranno scontare la pena, rispettivamente, di otto e sei mesi, oltre a pagare un risarcimento nei confronti dell’Anpi, alla quale spetterà intanto una provvisionale di 8.000 euro.

Per tutti è stata anche disposta l’interdizione dai pubblici servizi per la durata della pena. La procura, che aveva chiesto due anni per il sindaco e un anno e sette mesi per i due assessori, ha annunciato che ricorrerà in appello. Il monumento, inaugurato nel 2012, è al centro di polemiche ormai da anni. Alla vigilia del 25 aprile del 2013, Zingaretti decise di sospendere il finanziamento di 180 mila euro concesso dalle amministrazioni precedenti al Comune di Affile accusando in buona sostanza l’amministrazione di aver cambiato le carte in tavola: quello che doveva essere un neutro ‘monumento al Soldato’, cioè al Milite Ignoto, era diventato un omaggio all’ex ministro di Salò.