Agcom: via Zencovich, in corsa Catricalà e Colasanti per il dopo Calabrò

Pubblicato il 6 Aprile 2012 13:43 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2012 13:43

ROMA – È ufficialmente cominciata la corsa per le poltrone dell’Agcom, l’Autorità per le comunicazioni il cui consiglio scade a maggio. Posti preziosi per il Pdl, visto che l’autorithy, tra le altre cose, sarà coinvolta nel dossier sull’assegnazione delle frequenze televisive. Così succede che dal partito di Berlusconi arrivano pressioni per la nomina a presidente di Zeno Zencovich, grazie al quale il centrodestra avrebbe la maggioranza in consiglio. Filtra anche che ci sarebbe un patto con il Pd stretto in occasione dell’accordo sulla riforma del lavoro: ammorbidiamo l’articolo 18 in cambio dell’Agcom. Ma l’ufficio stampa dei Democratici smentisce: “La notizia secondo cui Bersani avrebbe dato il via libera a Zencovich non ha fondamento”.

E allora si riparte da zero. L’attuale consiglio guidato da Corrado Calabrò scade a maggio, dunque i tempi sono stretti. Con il decreto sulle liberalizzazioni, oltretutto, il governo Monti ha tagliato i posti all’autorità. Uno andrebbe al Pdl, uno al Pd, uno al Terzo Polo (o all’Idv se come presidente passasse un uomo vicino a Casini) e infine uno alla Lega. Urge dunque trovare un altro candidato alla presidenza che spezzerebbe gli equilibri.

Fonti parlamentari riportate da Repubblica fanno il nome di Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Monti. Spunta anche il nome di un super-tecnico gradito a Monti: è quello di Fabio Colosanti, funzionario europeo di alto livello che conosce a menadito la materia visto che alla Commissione Ue per otto anni è stato direttore generale alla Società dell’informazione, ruolo dove è stato confermato da tre commissari consecutivi.

Colasanti è stato anche direttore all’Industria e membro del gabinetto Prodi all’inizio della sua presidenza europea (era il 1999). Per questo c’è chi ipotizza soluzioni diverse, come un tecnico di area cattolica sponsorizzato dall’Udc di Casini, come peraltro è stato ai suoi tempi per Calabrò. Equilibri politici che comunque si incroceranno con le altre nomine in scadenza, a partire dal cda della Rai per arrivare alla nascitura Autorità per i trasporti.