Agcom multa Rai per 1,5 mln di euro: “Violazione pluralismo”. Pd chiede: “Ora via Salini e i vertici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Febbraio 2020 19:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2020 9:03
Agcom multa Rai per 1,5 mln: Violazione pluralismo. Pd: Via Salini e vertici

Agcom multa Rai per 1,5 mln: Violazione pluralismo. Pd: Via Salini e vertici (Foto archivio ANSA)

ROMA –  Agcom multa la Rai per 1,5 milioni di euro. Il consiglio del garante per le comunicazioni ha imputato alla televisione pubblica di aver violato i principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo.

Due le delibere nei confronti della Rai, per alcune presunte violazioni degli obblighi di contratto di servizio da parte della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo. L’Agcom ha inoltre accertato il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, in relazione al pricing effettivamente praticato, dalla concessionaria Rai, nella vendita degli spazi pubblicitari.

Il vicecapogruppo Pd alla Camera Michele Bordo, dopo aver appreso della sanzione, ha chiesto la rimozione dell’amministratore delegato della Rai e dei vertici dell’informazione. Anche il vicesegretario Pd Andrea Orlando ha commentato su Twitter: “La pronuncia (e multa) di Agcom sulla Rai dice cose chiare e gravi. Se si aggiunge la trasferta sanremese il quadro è completo. Cambiare e cambiare velocemente è l’unica via”.

Agcom multa Rai per 1,5 milioni di euro

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di irrogare la sanzione, con il voto contrario del commissario Mario Morcellini e l’astensione del commissario Francesco Posteraro, in ragione dell’ampiezza e della durata delle infrazioni, ma tenendo conto di alcune iniziative ripristinatorie.

L’Autorità ha poi diffidato la concessionaria pubblica affinché elimini, nella vigenza del contratto di servizio 2018-2022, le violazioni e gli effetti delle infrazioni accertate, adottando specifiche misure volte a garantire il rispetto degli obblighi e a evitare il ripetersi delle violazioni in futuro, richiamando l’importanza della responsabilità editoriale pubblica della concessionaria.

“Nella vigilanza della missione di servizio pubblico – precisa Agcom – non sono le singole fattispecie, su cui la società ha spesso messo in atto azioni ripristinatorie o correttive, a rilevare ma l’effetto che tali condotte hanno generato e potrebbero generare sui valori della collettività e i diritti dei cittadini, nonché sul valore di utilità pubblica e sociale del canone del servizio della concessionaria”.

L’Autorità ha inoltre accertato, all’unanimità, il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, in relazione al pricing effettivamente praticato, dalla concessionaria, nella vendita degli spazi pubblicitari.
Di conseguenza, l’Agcom ha diffidato la Rai a cessare immediatamente i comportamenti contestati, anche al fine di consentire ad Agcom la verifica del corretto utilizzo delle risorse pubbliche (canone) e private (pubblicità) per il finanziamento delle attività e della programmazione di servizio pubblico.  

Francesco Posteraro, commissario Agcom, si è astenuto dalla votazione e ha commentato: “Mi sono astenuto perché ritengo che le violazioni riscontrate non siano di gravità tale da richiedere l’irrogazione di una sanzione”.

Pd: “Via ad Salini e vertici informazione”

Bordo dopo aver chiesto che vengano mandati via l’ad Salini e i vertici dell’informazione, ha dichiarato: “Dopo la sanzione da 1,5 milioni di euro alla Rai da parte dell’Agcom che ha accertato la violazione del contratto di servizio relativamente agli obblighi di imparzialità, pluralismo, trasparenza, indipendenza del servizio pubblico all’Ad Salini non resta che valutare la propria permanenza al vertice dell’azienda così come la permanenza degli attuali vertici dell’informazione”.

Il deputato ha poi aggiunto: “Le ripetute violazioni del contratto di servizio, accertate dall’Agcom e richiamate più volte in questi mesi, rappresentano una doppia beffa ai danni della qualità dell’informazione Rai per i cittadini che dovranno anche pagare la multa visto che ne sono azionisti attraverso il Governo. Per Salini e per il management è l’ora della verità”.

Anzaldi, deputato Iv e segretario commissione Vigilanza Rai: “Conseguenza inevitabile”

Intanto Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha commentato su Facebook: “La sanzione senza precedenti dell’Agcom alla Rai per la violazione ripetuta degli obblighi del Contratto di Servizio sul rispetto dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo è la conseguenza inevitabile di quanto vado denunciando da mesi con esposti, interrogazioni, dichiarazioni: questa Rai rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti dall’informazione del servizio pubblico”.

Anzaldi ha proseguito: “Ora l’amministratore delegato Salini prenda i dovuti provvedimenti, difficile che chi ha causato un danno tale all’azienda possa rimanere al suo posto. E chieda ai diretti responsabili, direttori e conduttori, di pagare di tasca propria. E’ inaccettabile che il danno ricada sui soldi dei cittadini che pagano il canone”.

Il deputato Iv ha proseguito: “Se fosse entrata già in vigore la Risoluzione cui sta lavorando la commissione di Vigilanza su mia proposta, che prevede che l’onere ricada su chi provoca la violazione di pluralismo, a saldare il conto sarebbero stati obbligatoriamente i responsabili. Salini potrebbe anticipare le intenzioni della commissione. La sanzione poteva arrivare fino al 3% del fatturato, circa 70 milioni di euro”.

Poi ha concluso: “L’Agcom ha optato per una sanzione ridotta, ma ciò non riduce la gravità di quanto è accaduto. Ancora nel mese di gennaio, in piena campagna elettorale per l’Emilia Romagna e la Calabria, Matteo Salvini, ovvero uno dei leader dell’opposizione, è risultato il politico con più spazio di parola di tutti a Tg1 e Tg2”.

(Fonte ANSA)