Albairate (Milano): bandiera con Alberto da Giussano. Il sindaco la vuole rimuovere, ma si muove Borghezio

Pubblicato il 7 Dicembre 2010 5:24 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2010 19:27

Una bandiera trasformatasi in un simbolo di discordia. È quello che sta succedendo ad Albairate, comune con poco più di quattromila abitanti in provincia di Milano, dove il sindaco di centro-sinistra, Luigi Tarantola, da giorni è impegnato in un braccio di ferro con i rappresentanti leghisti locali forti dell’appoggio sia dell’europarlamentare padano Mario Borghezio che della Prefettura di Milano.

Nodo di Gordio, appunto, una bandiera, affissa da un’inquilina leghista sulla facciata di un palazzo di proprietà comunale e raffigurante quell’Alberto da Giussano che, oltre ad aver guidato la Compagnia della Morte contro Federico Barbarossa il 26 maggio 1176 nella battaglia di Legnano, rappresenta anche, armato di spada, elmo e scudo, lo storico simbolo del Carroccio.

Vista la bandiera, Tarantola ha chiesto alla signora di toglierla dal davanzale. Immediatamente però, su sollecitazione dei consiglieri leghisti all’opposizione, è partito un esposto contro il sindaco alla Prefettura di Milano firmato niente meno che dallo stesso Borghezio. La risposta del Palazzo del Governo milanese, che ha chiesto subito al primo cittadino di Albairate “elementi di conoscenza e di valutazione” sulla vicenda.

“È incredibile che sia stato dato subito seguito a una richiesta dell’onorevole Borghezio basata su articoli di stampa senza prima informarsi presso il Comune su quanto è realmente successo – è stato il commento di Tarantola – L’alloggio della signora in questione, infatti, è di proprietà comunale e si è semplicemente chiesto, a tutela del decoro delle abitazioni in condominio, di non esporre simboli non condivisi da tutti i condomini su parte di uso comune. La bandiera, infatti, era esposta sul muro esterno di fianco alla porta d’ingresso, quindi in parte di uso comune. Già altre volte siamo intervenuti in situazioni similari”.

Certo è che, diritto o meno di esporre bandiere con simboli storico-politici, al sindaco di Albairate è rimasta l’amarezza di veder replicato nel suo piccolo comune lo stilema tutto italiano dei due pesi e due misure. “Gli enti locali – spiega – stanno amministrando in condizioni di disagio per le discutibili scelte nazionali in materia finanziaria. Spesso le richieste di aiuto degli amministratori agli enti istituzionali superiori non ricevono risposte. In materia di mobilità, per esempio, un gruppo di sindaci della provincia di Milano ha chiesto più volte agli enti superiori di intervenire tempestivamente per rendere fruibile la stazione di Albairate-Vermezzo. Non è arrivata alcuna riposta. Nessun impegno diretto è stato assunto da qualche parlamentare o da qualche consigliere regionale per risolvere questo urgente problema e migliorare il servizio a favore dei pendolari milanesi. Invece, l’esposto di un europarlamentare della Lega Nord, tra l’altro relativo a una vicenda con oggetto una bandiera di partito, è stato immediatamente preso in esame costringendo un’amministrazione che ha operato nel pieno rispetto della legge a dare delle spiegazioni formali”.

Implicita la domanda che rimane nell’aria dopo le dichiarazioni di Tarantola. Siamo certi che con la stessa solerzia si interverrà anche per risolvere i problemi reali degli enti locali e in generale del Paese e tutte le volte che saranno davvero oltraggiati il Tricolore, la Costituzione e il popolo italiano?