Aldo Moro, ok del Senato a nuova Commissione d’inchiesta. M5s e Sc astenuti

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2014 13:58 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2014 13:58
Aldo Moro, ok del Senato a nuova Commissione d'inchiesta. M5s e Sc astenuti

Aldo Moro, ok del Senato a nuova Commissione d’inchiesta. M5s e Sc astenuti

ROMA –  Sì all’istituzione di una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Il Senato ha approvato con 178 sì, 11 no e 46 astenuti, il ddl, già approvato dalla Camera, che ora è legge. Per la terza volta in 36 anni il Parlamento cercherà di far luce sul caso.

Hanno votato a favore Pd, Fi, Gal, Sel e i Popolari e Lega Nord. M5S e Scelta civica si sono astenuti. In dissenso dal gruppo dei popolari, Pier Ferdinando Casini ha votato contro contestando l’idea che i parlamentari debbano ancora indagare mentre dovrebbe occuparsene solo la magistratura. Stessa posizione di dissenso dal gruppo di Forza Italia per Domenico Scilipoti.

Composta da 60 membri (30 deputati e 30 senatori) la commissione avrà il compito di accertare sia nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull’assassinio di Aldo Moro, sia eventuali responsabilità su tali fatti riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati che potrebbero esser emerse di recente.

I lavori della Commissione, che ha gli stessi poteri investigativi dell’autorità giudiziaria, devono essere conclusi entro diciotto mesi dal suo insediamento con la presentazione di una relazione sulle risultanze delle indagini ed eventualmente relazioni di minoranza.

Lo storico Miguerl Gotor, autore di un libro sul caso Moro, nonché relatore del ddl appena approvato, ha detto:

“L’istituzione di una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro è un atto significativo e qualificante che permetterà di integrare il lavoro di precedenti Commissioni d’inchiesta alla luce della nuova normativa sul segreto e sulle procedure di declassificazione e delle recenti disponibilità archivistiche offerte soprattutto dai Paesi dell’Europa orientale”.