Alemanno e l’esercito dei 50 dirigenti esterni. Costeranno 5 milioni. Non era “l’anno orribile del bilancio”

Pubblicato il 19 maggio 2010 13:24 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010 13:24
Gianni Alemanno

Gianni Alemanno

Cinquanta dirigenti, tutti esterni, sono stati  nominati dal sindaco di Roma Gianni Alemanno da quando si è insediato due anni fa. Una spesa che costa, sul bilancio della capitale, cinque milioni di euro. Eppure, proprio il primo cittadino, non più tardi di sabato 15 maggio aveva lanciato l’allarme: “Il 2010 sarà un anno orribile dal punto di vista del bilancio, non solo per il problema del debito ereditato ma anche sul piano dell’equilibrio tra le entrate e le uscite”. Le cinquanta nomine, tutte con contratto a tempo determinato, non danno certo una mano a migliorare la situazione.

Ma chi sono i dirigenti voluti da Alemanno? Basta leggere con attenzione il sito del Comune per farsi un’idea, con nomi e stipendi relativi. Il più “esoso” è Sergio Gallo che, per fare il capo di Gabinetto, percepisce 298 mila euro lordi, seguito a breve distanza (250.000 euro) dal direttore esecutivo Antonino Turicchi. Quindi ci sono ben 17 esterni che incassano cifre comprese tra i 100 e i 200 mila euro. Si va dal sovrintendente comunale Umberto Broccoli (118 mila euro) fino a Simone Turbolente che prende la stessa cifra per fare il capo ufficio stampa e vanta il primato di essere stato il primo, in ordine cronologico, dirigente ad essere stato nominato dal sindaco.

Non solo; il vice del “caro” Gallo, Tommaso Profeta incassa 119 mila euro, una cifra appena superiore a quella del direttore del settore “sviluppo e promozione dello Sport” Bruno Campanile e della coordinatrice della segreteria del sindaco Laura Mangianti.  Sopra i 100.000 euro anche Mario Redditi, direttore dell’ufficio sicurezza (108.000 euro), Emilio Frezza, dirigente per le “politiche di innovazione”, Giulio Mariano Celi (110.000) dirigente per l’edilizia, Francesco Rocca (politica sociale e salute, 118.o00), Mario Schintu (comunicazione istituzionale, 119.000 euro), Alessandro D’Armini (mobilità, 118.000), Ivana Paniccia (direttore dipartimento, 108.000), Giuseppe Perrone (promozione litorale 106.000), Paolo Provasoli (turismo 118.000) ed Enrico Stravato (urbanistica 118.000).

Il dirigente più economico, invece è il braccio destro di Alemanno, Antonio Lucarelli che non ha un contratto ma grazie ad una indennità ad personam strappa circa 76.000 euro. Poco sotto i 100.000 euro di compenso, invece, i dirigenti sono 27.

Alemanno, appena salito in Campidoglio, sembrava voler intraprendere la strada della “cinghia stretta”: il tempo di accomodarsi e sulle scrivanie di 31 dirigenti di nomina veltroniana si materializzano altrettante lettere di licenziamento. Un nuovo corso all’insegna del risparmio? A giudicare dalle nomine sembra proprio di no.