Alemanno: “Il pacifismo non è un valore, la pace sì. Non si può sempre negare la guerra”

Pubblicato il 12 Aprile 2010 15:15 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2010 15:16

“Il pacifismo come termine non è un valore perché nega in ogni caso la necessità di entrare in un conflitto armato”. Lo ha sostenuto il sindaco di Roma Gianni Alemanno durante il secondo giorno del viaggio della memoria a Hiroshima e a Tokyo, organizzato dal Comune di Roma per dieci studenti degli istituti secondari romani.

“Questa ideologia ad esempio – ha aggiunto il sindaco – tardò l’intervento delle Nazioni europee contro Hitler; questa accezione di pacifismo ritardò l’Inghilterra a intervenire subito e in un certo senso questo avvenne anche qui in Oriente perché il Giappone prima di attaccare a Pearl Harbor aveva già messo in atto i suoi piani espansionistici”.

A giudizio di Alemanno, riporta l’Ansa, “non bisogna coltivare il pacifismo perché può paradossalmente disarmare i popoli rispetto all’ ingiustizia. Di contro però bisogna avere il principio della pace, della convivenza pacifica come punto di riferimento illuminante contro qualsiasi controversia”. Dall’altro lato, ha proseguito il sindaco di Roma, “anche quando si entra nei conflitti delle guerre giuste bisogna avere presente il limite indicato da Hiroshima. Bisogna avere sempre presenti questi diversi principi che sembrano contrastanti punti di riferimento che sono necessari per una condotta retta”. L’opinione di Alemanno è che “non si può in assoluto negare sempre la guerra perché crea lo spazio per chi perpetra l’ingiustizia e per chi commette crimini orrendi contro l’umanità”.