Alessandra Poggiani lascia Agenzia per l’Italia digitale e si candida in Veneto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2015 10:48 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2015 10:49
Alessandra Poggiani lascia Agenzia per l'Italia digitale e si candida in Veneto

Alessandra Poggiani (Foto Lapresse)

ROMA – Alessandra Poggiani lascia dopo otto mesi l’Agenzia per l’Italia digitale e si candida alle prossime elezioni regionali in Veneto nella lista Pd di Alessandra Moretti. E in un’intervista a Wired non risparmia critiche ad un certo modo di fare della Pubblica Amministrazione:

“Assumere nella Pubblica Amministrazione è impossibile. L’agenzia è un dipartimento della presidenza del Consiglio, non è nemmeno un’azienda. Il digitale viene considerato solo un dominio a sé, non una priorità. Dovresti poter ricostruire da capo. Ma non è possibile. Troppe rendite di posizione. E ogni volta sei giudicata non sui risultati, ma sulla base delle dietrologie”.

Poggiani non risparmia critiche all’ambiente del digitale:

“Il mondo digitale è un circo ristretto, una camera dell’eco. Ce la raccontiamo tra di noi, piccole invidie, rivalità da cortile, divisioni personali. Ci sono troppi protagonismi, nemmeno le rockstar! Il 90% delle cose che vengono raccontate non sono vere, il 7 sono presunte e forse solo un 3% è costituito da fatti”.

E spiega:

“Avrei voluto almeno riorganizzare, ma anche lì, avevo sottovalutato i sindacati del pubblico impiego. Impossibile dare obiettivi ai dipendenti. Quando sono arrivata c’erano 120 contenziosi su 80 persone”.

Ringrazia chi ha lavorato con lei:

“Ognuno fa il suo lavoro. Stefano Quintarelli segue con gran tenacia le battaglie che gli stanno a cuore, ma poi comunque ha la sua attività di parlamentare. Riccardo Luna ha fatto un lavoro intelligente con i digital champions locali, è servito ad esempio per spiegare la fatturazione elettronica, ma lui è un comunicatore. Paolo Barberis (consigliere di palazzo Chigi per l’innovazione ndr) a sua volta deve seguire le proprie attività”.

Ma chiarisce:

“Non mi sono sentita sostenuta, anche se questo governo è meglio dei precedenti. Forse il presidente del Consiglio ha chiaro quanto sia importante questa partita, ma gli altri senz’altro no”.