Alfano, addio a Berlusconi il giorno dello strappo di Sc. E “benedetto” da Letta

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2013 7:58 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2013 3:30
Alfano, addio a Berlusconi il giorno dello strappo di Sc. E "benedetto" da Letta

Enrico Letta, Angelino Alfano, Mario Mauro (Foto Lapresse)

ROMA – Angelino Alfano ha deciso di dare l’addio a Silvio Berlusconi proprio il giorno in cui si è consumato lo strappo dei popolari da Scelta civica e i montiani hanno salutato l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Sembra quasi una operazione sincronizzata, in vista di nuove rimodulazioni al centro. E non sono pochi quelli che postulano che il Nuovo centrodestra di Alfano, dopo che saranno rimarginate le ferite più profonde causate dal distacco dalla neonata Forza Italia, possa cominciare ad annusare l’aria del mondo moderato, ormai in ebollizione, per nuove costruzioni politiche.

Intanto Alfano può contare sulla benedizione del premier Enrico Letta che continua a ritenere il suo vicepremier un punto di riferimento per far continuare l’esperienza di governo. In fondo, si mormora in ambienti di palazzo Chigi, quello che è successo venerdì sera nel Pdl non fa altro che rappresentare plasticamente ciò che si stava già esplicitando lo scorso 2 ottobre con il voto di fiducia al Senato.

In questo quadro, Letta segue con il massimo rispetto l’evoluzione della situazione nel centrodestra, diviso in due tronconi tutti da ridefinire, e ribadisce ai suoi interlocutori che l’attuale maggioranza andrà avanti a prescindere dalle sorti parlamentari del Cavaliere.

Una sfida nuova attende comunque il governo, con numeri sulla carta certi ma tutti da definire, al di là delle prime cifre che accreditano, al momento, la nuova forza di Alfano di una trentina di senatori e quasi altrettanti, se non di più, alla Camera. Cifre che Pier Ferdinando Casini vede già aumentare esponenzialmente. Ma che, sul versante dell’attuale esecutivo, dovranno poi ‘dialogare’ con le diffidenze all’interno del partito di riferimento del presidente del Consiglio, quel Pd di Renzi, Epifani, Cuperlo e Civati in avanzatissima campagna congressuale.

Scenario reso ancora più complesso dall’addio dei popolari a Scelta Civica con un Mauro Mauro, regista dell’operazione, proiettato a costituire un nuovo soggetto con l’Udc. E inevitabilmente attento alle mosse dei filogovernativi di Angelino Alfano. Quanto il cantiere’per costruire la nuova grande nave popolare possa attrarre la navicella del vicepremier è tutto da verificare sul campo. Ma le manovre sotto traccia sono già cominciate. Prossima tappa potrebbero essere le elezioni europee di maggio.