Alfano, gaffe su Sky: “Prenderemo il killer di Lecco”. Ma il caso era già risolto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Marzo 2014 13:04 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2014 13:04
Alfano, gaffe su Sky: "Prenderemo il killer di Lecco". Ma il caso era già risolto

Alfano, gaffe su Sky: “Prenderemo il killer di Lecco”. Ma il caso era già risolto

ROMA – Da quando Angelino Alfano è entrato nel cono d’ombra di Silvio Berlusconi, o almeno così vogliono farci credere, Il Giornale non perde occasione per bastonarlo. In questo caso è Luca Fazzo a sottolineare la gaffe del Ministro dell’Interno, che la mattina di domenica 9 marzo ai microfoni di Sky aveva annunciato una caccia serrata e una punizione implacabile all’omicida delle tre sorelline di Lecco.

Peccato che nel frattempo era già chiaro che l’assassino da cacciare senza tregua e implacabilmente punire era la madre delle tre piccole vittime, Edlira Dobrushi. Solo nel pomeriggio, ore 17, Alfano ha mutato registro, twittando: “Arrestata dai carabinieri la madre delle tre sorelline uccise a Lecco. Ge­sto di follia scatenato da separa­zione dal padre. Enorme tristez­za“. Scrive Fazzo sul Giornale:

In mattina, in diretta televisiva, il responsabile del Viminale era stato di tutt’altro avviso: «Mi sento di dire da cittadino di questo Paese e ministro dell’In­terno che noi non daremo scampo a chi ha compiuto que­st­o gesto efferato ed ignobile, in­seguiremo l’assassino fino a quando non lo avremo preso e quando lo avremo preso lo fare­mo stare in carcere fino alla fine dei suoi giorni perché la morte di questi tre bambini non può restare impunita», aveva affermato, annunciando che «subi­to dopo la fine di questa trasmis­sione» avrebbe convocato im­mediatamente i vertici della po­lizia. La giornalista aveva cerca­to di frenarlo, ricordando che spesso questi delitti «sono drammi familiari», ma Alfano aveva continuato sullo stesso tono, «l’Italia non può limitarsi a piangere ma deve urgente­mente dare la caccia e trovare chi è stato. Noi ci riusciremo».

La gaffe scoperchia un’inefficienza del sistema di comunicazione fra ministro dell’Interno, Viminale e forze dell’ordine:

Al momento in cui andava in onda Alfano, la ricostruzione del delitto cominciava già ad avere forme precise: già il pri­mo flash, quello dell’agenzia di stampa Lapresse delle 9,36, era ti­tolato «Lecco, madre uccide i suoi tre figli». Le notizie succes­sive erano più caute, ma alle 10,40 un altro flash della Adnkronos scriveva esplicita­mente «l’ipotesi che sembra prevalere tra i carabinieri è che si possa trattare di una tragedia familiare a cui ha fatto seguito un tentativo di suicidio». In­somma, praticamente fin dal­l’inizio il contesto era abbastan­za chiaro.
Resta da capire cosa non abbia funzionato. La prassi è che tutti i casi d’omicidio vengano se­gnalati immediatamente alla «sala situazioni» del diparti­mento di Polizia: direttamente dalle questure, quando a inda­gare è la polizia, o tramite la sa­la operativa del comando gene­rale quando il caso è in mano ai carabinieri. Le prime segnala­zioni avvengono in modo tele­grafico e si limitano alla crona­ca secca, ma successivamente vengono forniti aggiornamenti in tempo reale in modo da con­sentire al ministro di prendere decisioni che a volte devono es­sere urgenti.